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L’Arsenale sarà sorvegliato speciale ma niente “zona rossa” per il G20 dell’economia a Venezia

Cecchini a San Marco, in una foto di repertorio. A luglio, durante il G20 dell’Economia, Venezia sarà presidiata da un migliaio di agenti

Dal 7 all’11 luglio in città i ministri delle maggiori potenze industriali. Incognita black bloc e proteste organizzate, avviati i monitoraggi dei gruppi a rischio. Macchina della sicurezza a pieno regime. L’altolà del questore

VENEZIA. Incognita black-bloc sul G20 dei ministri dell’Economia a Venezia. Nessuna forza di polizia o intelligence sa dire in questo momento se le frange violente dei contestatori che si muovono in Europa saranno a Venezia nei giorni del summit. E questo non rallegra di certo i pensieri di chi dovrà garantire sicurezza e ordine pubblico in quei giorni. Di sicuro, nessuno, dei responsabili della sicurezza vuole creare una zona rossa di tutta la città.

Le limitazioni ci saranno a ridosso dell’Arsenale e potrebbero, ma non è ancora stato deciso, riguardare l’attività della Biennale. Sia la sicurezza che il controllo del territorio saranno affidate anche alla tecnologia usata dagli uomini in strada e dalle control room ad iniziare da quella del Comune al Tronchetto e della Cav. Grazie all’intelligenza artificiali gli strumenti usati da chi sta in strada potranno dialogare in diretta con quelli a disposizione nelle varie stanze di controllo. Ad iniziare dai tablet per il riconoscimento facciale che usati durante i pattugliamenti e nei punti filtraggio.

Per la sicurezza saranno impiegati 1500 tra donne e uomini delle forze di polizia, a questi vanno aggiunti gli appartenenti alla Polizia locale. Il “piccolo esercito” inizierà ad essere impiegato dieci giorni prima del 7 luglio, data di inizio lavori che termineranno l’11.

Sono attese quaranta delegazioni: oltre a quelle dei ministeri dell’Economia, ci saranno quelle delle banche centrali dei vari Paesi del G20. A queste vanno aggiunte le rappresentanze delle varie associazioni ed enti invitati. Si calcola che mediamente ogni delegazione sarà composta da quattro, cinque persone. A queste si dovrà aggiungere il personale delle scorte.

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Chi arriva per garantire la sicurezza sarà ospitato nelle strutture alberghiere della città. Naturalmente compresi gli alberghi aperti di Mestre. C’era l’idea di utilizzare una nave, ma l’ipotesi, considerati i tempi stretti, non è stata sviluppata.

Hanno garantito la loro “partecipazione” anche i variegati gruppi degli antagonisti che a breve presenteranno le varie iniziative in programma per i quattro giorni di summit. Hanno preannunciato tanta fantasia. Le promesse di solito le mantengono.

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