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Cibo da strada e molti turisti: gabbiani di nuovo in agguato a Venezia

Foto di Maurizo Torresan info@digitimagephoto.it

Sembravano spariti, invece i più forti sono rimasti anche durante la pandemia e hanno figliato Lo studio dell’associazione Corila promosso per “fotografare” le abitudini di questa specie

VENEZIA. Sembravano spariti, ma i più forti sono rimasti e hanno figliato. Parliamo dei gabbiani reali (larus michahellis) che durante la pandemia si erano allontanati dalla città, ma che con il ritorno del turismo si stanno riaffacciando in città, attratti da toast, patatine e tanto cibo en plein air.

Per ora gli studi hanno dimostrato che i gabbiani reali sono estremamente intelligenti e sanno procurarsi da mangiare senza fare fatica. Non a caso prima della pandemia e della raccolta differenziata avviata dal 2016, Venezia per loro era un gigantesco banchetto da cui scegliere in ogni momento dove rifornirsi.

Tuttavia la pandemia ha cambiato anche le loro abitudini. Per capire se sono tornati e quanti sono l’associazione Corila (Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia) ha promosso una seconda ricerca sui gabbiani reali, commissionata alla scienziata ambientale Francesca Coccon e all’ornitologo Lucio Panzarin.

Lo studio, condotto in collaborazione con l’università di Pisa, è volto in primis a monitorare l’efficienza della raccolta differenziata porta a porta che, da quando è stata introdotta, ha comunque contribuito a diminuire la presenza della specie che prima si riforniva per colazione dei sacchetti di spazzatura lasciati fuori dalla porta d’ingresso.

Poi sarà anche l’occasione per monitorare quante specie sono rimaste dopo la pandemia che ha svuotato la città di turisti. La prima ricerca, effettuata dagli stessi ricercatori per vedere gli effetti della nuova raccolta rifiuti, si è conclusa nel 2018: 2.000 e 3.000 individui per circa 430 coppie riproduttive in tutto il centro storico (nel 2005 erano soltanto 24 coppie).

Un gabbiano piomba sui turisti a San Marco, foto di Paolo Seno

Ora, si comincia con il secondo monitoraggio: «La sensazione è che il numero dei gabbiani reali che frequentano la città sia diminuito e che anche le coppie nidificanti in città siano meno» spiega Coccon «Il monitoraggio, iniziato il 27 maggio scorso, ci consentirà di verificare la nostra impressione. Le coppie presenti le stiamo osservando su parte dei siti di nidificazione utilizzati in passato, a conferma della nota territorialità di questa specie. Hanno tutte due o tre pulli di almeno due o tre settimane, si tratta quindi di coppie che hanno avuto successo di nidificazione. Al contrario, gli anni passati si osservavano anche diverse coppie senza pulli, ad indicare che stazionavano in città anche gli individui i cui tentativi di nidificazione erano falliti».

La prima ricerca è stata pubblicata nello European Journal of Wildlife Research e a breve dovrebbe seguire un altro articolo su una rivista specializzata. Durante la pandemia i gabbiani reali erano tornati alle vecchie abitudini più impegnative, quelle di mangiare pesce, ma anche colombi e piccioni che a Venezia sono a portata di mano e facili prede per i grandi uccelli che hanno un’apertura alare che arriva ai 150 centimetri.

Questa situazione di passaggio dal vuoto della pandemia al ritorno dei flussi potrebbe dare una foto significativa del comportamento della specie con e senza umani. La pandemia ha infatti svuotato la città togliendo loro i tanti rifiuti da passeggio di cui i gabbiani erano soliti cibarsi. Le osservazioni vengono svolte dai campanili e dalle terrazze alte con binocolo e quaderno per annotarsi la vita di questi furbi concittadini.

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