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Edificio abbattuto anche se vincolato a Chioggia: in tre a processo

Si tratta della “fabbrica dei cordari”, in via dei Granatieri di Sardegna, che, secondo l’accusa, i tre imputati avrebbero avrebbero dovuto risanare. Nel 2019 la Procura aveva ottenuto dal Tribunale il sequestro dell’area e della nuova palazzina, al grezzo. Tutto da allora è fermo

CHIOGGIA.Sono accusati di aver abbattuto come un rudere un edificio di archeologia industriale tutelato da vincolo paesaggistico: la “fabbrica dei cordari”, in via dei Granatieri di Sardegna, che secondo l’accusa avrebbero dovuto risanare.

Si è aperto ed è stato subito rinviato al 7 febbraio, per un’indisposizione del giudice, il processo in calendario ieri al Tribunale di Venezia a carico di Andrea Canato, il 37enne residente a Chioggia proprietario dell’edificio acquistato all’asta dal Comune per 150 mila euro; Giovanni Canato, 68 anni, residente a Correzzola (in provincia di Padova), già dipendente del Comune di Chioggia e direttore dei lavori; e Sandro Lazzari, domiciliato a Dolo, esecutore dei lavori.

Nel 2011 il Comune aveva deciso la vendita dello storico edificio, negli anni trasformato dall’abbandono in luogo degradato, tetto precario per persone senza fissa dimora. Obiettivo la “valorizzazione” dell’immobile - come le amministrazioni pubbliche chiamano l’alienazione del loro patrimonio, spesso solo per fare cassa - con l’ex “fabbrica dei cordari”, sottoposta a vincolo paesaggistico e inserita nel Palav come «documento della civiltà industriale».

Nel 2018 il nuovo proprietario l’aveva però fatto abbattere per lasciare posto a una nuova palazzina a due piani. Lavori in violazione - sostiene la Procura di Venezia - «al permesso di costruire e alla relativa autorizzazione paesaggistica ambientale», essendo stata autorizzata la sola «ristrutturazione a sagoma invariata» dell’edificio esistente, di cui si voleva salvaguardare la tutela storico-culturale della fabbrica che fu, seppur ridotta al fantasma di se stessa.

«Tutto fatto assolutamente nel rispetto delle leggi», commenta l’avvocato difensore di Andrea e Giovanni Canato, Renzo Fogliata (Lazzari è difeso dall’avvocato Pascale di Falco). Nel 2019 la Procura aveva ottenuto dal Tribunale il sequestro dell’area e della nuova palazzina, al grezzo. Tutto da allora è fermo. Per ora, anche il processo.

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