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Actv-lavoratori, l’ennesima fumata nera. Posizioni distanti, l’accordo rischia di saltare

Riprende la trattativa: sblocco turnover, assunzioni stagionali e numero delle corse estive sono i nodi da sciogliere

MESTRE. Trattativa ad oltranza sulla vertenza Avm. Ancora un nulla di fatto dall’incontro-fiume di ieri, azienda e sindacati torneranno a parlarsi oggi pomeriggio. Ma è chiaro che il tavolo del confronto rischia di saltare dopo mesi e mesi di incontri senza esito, scioperi e manifestazioni. E il clima di tensione registrato negli ultimi giorni – tra aggressioni ai marinai e scambi incrociati di accuse tra i rappresentanti dei lavoratori e il sindaco – di certo non aiuta.

Restano i nodi sulla quantità di corse garantite per i mesi estivi, così come quelli legati all’assunzione di stagionali e allo sblocco del turnover per i dipendenti che hanno raggiunto la pensione. L’incontro di ieri mattina è stato anticipato dal lungo post pubblicato online dal sindaco Brugnaro, che ha cercato di ritrattare le frasi sul “sabotaggio” ai danni del ferry boat che aveva sollevato un coro di polemiche da parte dei lavoratori, e ha stigmatizzato le aggressioni degli ultimi giorni.

«Chiara e ferma è la condanna per questi comportamenti». Sul “sabotaggio”, Brugnaro ha chiarito che l’Actv di prassi avvia sempre specifici controlli dopo episodi di malfunzionamento: «In particolare, nel caso di un ferry, come riferitomi dal direttore generale Giovanni Seno, la valvola del sistema di raffreddamento era stata trovata chiusa. Quella valvola, pur funzionante, è stata in ogni caso sostituita per assicurare la piena funzionalità del mezzo. Voglio essere chiaro, non c’è alcuna accusa ai dipendenti da parte mia».

Sulle frasi pronunciate al Salone Nautico, la Cgil aveva promesso una denuncia per diffamazione. Infine, Brugnaro ha auspicato un accordo affinché «il servizio di trasporto pubblico locale, che è strategico, rimanga in-house». Accordo, però, ancora lontano.

Il documento presentato dall’azienda è stato ritenuto “irricevibile” dai sindacati. «Ci sono state timide ma insufficienti aperture», il commento di Valter Novembrini (Filt-Cgil), «le condizioni di un mese fa non sono quelle di oggi. Venezia ha bisogno di quantità di trasporto che non è quella che l’azienda offre». Ora i sindacati puntano ad avere garanzie su un orario estivo in grado di sopportare il ritorno del turismo. «In base alla quantità del servizio offerto si può capire se firmare o meno un accordo», taglia corto Novembrini.

Il documento presentato dall’azienda, che contiene la disdetta degli accordi integrativi di secondo livello con il taglio agli stipendi posticipato ad ottobre, è stato al centro di modifiche sostanziali da parte dei sindacati, che poi nel pomeriggio sono state presentate all’azienda.

Oggi, martedì 8, è in programma l’ennesima puntata di una saga che va avanti dal 26 gennaio, e che dopo mesi di schermaglie e di scioperi, è ancora lontana dall’essere risolta.

E nel frattempo, le code degli ultimi weekend agli imbarcaderi della città, le forze dell’ordine al terminal del Lido e i disagi per i residenti hanno fatto emergere ancor di più le difficoltà di una città come Venezia e l’urgenza di un trasporto pubblico efficiente.

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