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Leucemia fulminante, addio al body builder Brocca

Sandro Brocca, stroncato da una leucemia a 50 anni

Marghera in lutto per la morte a 50 anni del campione di body building, istruttore e personal trainer al Big Gym Centre

VENEZIA. Una forma di leucemia fulminante ha stroncato mercoledì il campione di body building Sandro Brocca. Nato a Venezia, aveva  50 anni e aveva saputo eccellere da atleta e come istruttore e personal trainer al Big Gym Center di via Calabria, alla Gazzera, dove lavorava da anni assieme alla compagna Sabrina. Nel corso della sua carriera sportiva aveva iniziato da giovanissimo a gareggiare tra i dilettanti del ciclismo.

Poi, un infortunio lo aveva costretto a fermarsi, dedicandosi alla palestra per il recupero. Fu però un colpo di fulmine, quello con i pesi e i macchinari usati per gli esercizi, tanto che intraprese la carriera di body builder con grandissimi risultati.

Diventò infatti campione europeo, oro e bronzo a livello mondiale, con un palmares da fare invidia e due volte vincitore del Trofeo Due Torri, uno dei più importanti in assoluto.

Curiosamente, nella miriade di competizioni vinte, non c’è mai stato il titolo italiano. Sandro Brocca era molto conosciuto e apprezzato nell’ambiente, ed era stato in prima fila in Veneto anche per denunciare nei mesi scorsi le difficoltà che il mondo delle palestre stava attraversando, a causa della pandemia. Una persona sincera, schietta, che non si è mai fatto problemi a esternare il suo pensiero critico nella gestione dell’emergenza.

La sua vita da anni era al Big Gym Center della Gazzera, dove la compagna Sabrina è presidente e lui svolgeva il ruolo di istruttore e personal traineri. Da tempo abitava a Marghera, dove la prossima settimana – probabilmente martedì – verranno celebrati i funerali nella chiesa di Sant’Antonio. «La sua morte è stata improvvisa, nessuno si immaginava una cosa del genere», racconta la compagna. «Purtroppo non c’erano stati segnali. Sandro era una persona fantastica, ben voluta da tutti, sincera, spontanea e molto generosa. Ma era anche un compagno splendido, speciale. Stavamo assieme da ventuno anni. La palestra? Non chiuderà. Continuerò a gestirla, e sarà un modo per ricordare Sandro per tutto quello che ha fatto. In queste ore stiamo ricevendo messaggi da tutta Italia, da parte di colleghi e sportivi che lo conoscevano, e che lo apprezzavano per la sua serietà».

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