Le acque del Marzenego analizzate da 343 studenti: «Partner degli scienziati a settembre i risultati»

Una ricerca coordinata da Earthwatch Oxford e Università di Bologna protagonisti i ragazzi del Levi Ponti di Mirano e della scuola di Noale

MESTRE. «Le persone nel loro piccolo possono avere un’influenza in un intorno più grande: pensate sempre che l’ambiente non ha frontiere, specialmente gli ecosistemi fluviali». Così Luigi Ceccaroni, ricercatore di Earthwatch (Oxford), l’ente che coordina il progetto di ricerca europeo “Mics– Da alunni a cittadini attivi”, finanziato nell’ambito del programma Horizon 2020, in videoconferenza con gli studenti delle scuole primarie e secondarie inferiori dell’istituto comprensivo di Noale e dell’istituto superiore Ponti Levi di Mirano, per la fase conclusiva della ricerca, iniziata nel 2019.

Il progetto ha scelto il Marzenego come caso studio italiano assieme ad altri tre siti: Ungheria, Regno Unito e Romania. Con il contributo scientifico di Earthwatch, che ha fornito alle scuole i kit per l’analisi delle acque, Mics si è proposto di capire quale sia l’impatto che ha la Citizen Science, la scienza dei cittadini, sulla comunità. Sono stati coinvolti 343 studenti (120 delle elementari, 120 delle medie e 103 delle superiori) di 18 classi, più di una trentina di insegnanti e tre tecnici di laboratorio.

Gli studenti di Mirano e Noale hanno utilizzato un metodo internazionale chiamato “Freshwater Watch”: i dati scientifici raccolti sono stati registrati e condivisi nella stessa piattaforma utilizzata in tutto il mondo.

«Sono stati loro» spiega Bruna Gumiero, docente di Ecologia all’Università di Bologna, esperta di Citizen Science, «i protagonisti nelle attività di monitoraggio della qualità dell’acqua, con l’uso di metodi di ricerca, sviluppati dalla comunità scientifica e adatti a tutti dopo adeguata formazione. Hanno effettuato due campionamenti: uno invernale e uno primaverile. I valori invernali erano mediamente più elevati mentre in primavera i valori di nitrati e fosfati erano bassi. Ma una delle cose che insegniamo è proprio quella di saper interpretare i dati: una o due misure non sono sufficienti per dare un giudizio corretto quindi per un giudizio valido aspettiamo settembre quando elaboreremo tutti i dati e li mostreremo e discuteremo con cittadinanza e Arpav».

Daniele Norbiato - funzionario dell’Autorità di bacino distrettuale, partner italiano del progetto europeo - ha sottolineato come questa metodica permetta monitoraggi più frequenti e diffusi, che possono supportare, anche se con dati meno precisi, i vari enti deputati al monitoraggio e alla pianificazione ambientale in modo valido ed efficiente. «L’entusiasmo e l’orgoglio per il lavoro svolto con competenza e il riconoscimento della comunità scientifica» continua Gumiero «si percepivano nei ragazzi collegati dalle loro classi o dai laboratori scolastici».

Sabato 19 e domenica 20 giugno alle 15, all’Oasi delle cave di Noale e nel parco delle risorgive a Trebaseleghe, saranno dedicati al rilievo della vegetazione riparia ed acquatica. Un’iniziativa in collaborazione con il Comune di Noale e la sezione locale WWF che gestisce l’Oasi. 

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