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Nuovi rettori allo Iuav, i programmi a confronto

Laura Fregolent e Benno Albrecht

Laura Fregolent e Benno Albrecht per il dopo Ferlenga: il 23 e 24 giugno si sceglie che dirigerà lo Iuav per i prossimi 6 anni

VENEZIA. Rettore o rettrice? Il 23 e il 24 giugno docenti e personale amministrativo dell’università di Architettura Iuav voteranno per scegliere chi dirigerà i prossimi sei anni dell’ateneo. La sfida sarà tra Benno Albrecht (64 anni, bresciano, ordinario di Architettura e progettazione urbana e direttore della Scuola di dottorato di Iuav) e Laura Fregolent (54 anni, trevigiana, ordinaria di Tecnica e Pianificazione urbanistica e direttrice della Sezione coordinamento della ricerca).

I due hanno già depositato il programma sul sito e lo presenteranno online martedì 8 giugno alle 11 su Microsoft Teams. Se eletta, Fregolent sarebbe la prima rettrice dell’ateneo, fondato nel 1926. Il suo programma, “Iuav al plurale” di 26 pagine, racconta il progetto della professoressa che, se fosse eletta, dedicherà i primi sei mesi alla costruzione di un Piano strategico di ateneo coinvolgendo personale tecnico amministrativo ai docenti, senza escludere gli studenti.

«In questi mesi ho sentito da parte di tutti un forte desiderio di condivisione» spiega «Credo sia importante capire chi siamo e dove vogliamo arrivare e farlo insieme per individuare degli obiettivi nei quali tutti ci riconosciamo». Punti fondamentali sono l’internazionalizzazione dell’ateneo; il ripensamento del ruolo delle sedi universitarie con un potenziamento della Biblioteca dei Tolentini e dell’Archivio Progetti; una riqualificazione delle Terese e della vicina chiesa che potrebbero diventare luoghi espositivi dei progetti universitari e di integrazione con il quartiere; una gestione più flessibile della Fondazione Iuav dedicata a master e didattica per adulti; la valorizzazione del master in Beni architettonici e del Paesaggio.

E, infine, uno dei temi più cari di Fregolent: la residenzialità con un’attenzione particolare a Crociferi e Ostello alla Giudecca. Tra le novità: valorizzazione dell’editoria intesa anche come accesso gratuito di studi e progetti e la proposta di uno Iuav Prize collegato alla Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia. Fregolent pone l’attenzione al territorio riconfermando che l’università deve essere sempre più al servizio di soggetti privati e pubblici offrendo la conoscenza e l’esperienza dell’ateneo.

Questo punto è uno di quelli che accomuna Fregolent ad Albrecht il cui programma di 129 pagine si intitola “Progetto Iuav 2021-2027”. «Lo chiamo progetto di un processo più che programma perché è una visione di quello che Iuav potrebbe diventare in futuro» spiega «Siamo in un momento storico di grandi cambiamenti e l’ateneo, grazie alla sua multi disciplinarietà può essere il luogo che anticipa questi processi».

In questo contesto c’è Venezia, luogo per eccellenza internazionale, ma anche l’Italia: «L’ateneo studia la progettazione e la modellazione del futuro perché lavora sul futuro. Per questo credo che l’ateneo ricopra la grande intellettualità del progetto italiano e possa dare risposte alle amministrazioni, alle aziende e al territorio».

Per Albrecht Iuav ha due caratteristiche: la capacità predittiva e il bagaglio di conoscenze: una serve per guardare al futuro e l’altra per attingere alle giuste modalità per farlo. Nel programma il progetto è spesso paragonato al sestante, uno strumento che dà la possibilità di capire dove si trova l’ateneo e dove può andare.

Ferlenga, si legge, ha sistemato il bilancio che era a pezzi: «La barca è stata aggiustata, ora però ci vuole chi la diriga verso i giusti obiettivi». Il professore pubblica grafici con bilanci e il timing nei primi cento giorni: si parte dall’attuare una strategia espansiva a migliorare il benessere degli studenti e del personale, passando per l’aumento della fruibilità degli spazi, il miglioramento dei finanziamenti per la ricerca, la predisposizione di luoghi per lo studio condiviso e garantire l’equità della tassazione e l’accesso ai servizi.

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