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Martin: «A Jesolo raddoppiate le volumetrie del piano casa. Ecco cosa accadrà»

L’ex sindaco Renato Martin all’attacco dopo i tanti ricorsi: «Stravolto il piano regolatore che era stato approvato nel 2002»

JESOLO. Ricorsi a Tar e Consiglio di Stato: sulla questione altezze dei nuovi edifici al lido, parla l’ex sindaco Renato Martin: «Quello che sta accadendo a Jesolo non era previsto dal mio piano regolatore». L’ex primo cittadino di Jesolo, oggi siede alla presidenza della Federconsorzi, federazione dei gestori delle spiagge, dove il suo piglio decisionistico è già evidente nella gestione dell’arenile.

Sindaco dal 1993 al 2002 è stato uno dei primi cittadini più rispettati e amati, delfino di Umberto Bossi, poi primo tra gli indipendentisti che ha lasciato la Lega sbattendo la porta con l’ideologo Fabrizio Dal Col, stringendo amicizie e patti con il governatore della Carinzia, Joerg Haider, fino all’esperienza in Consiglio regionale da moderato.

Poi Martin è tornato a fare l’imprenditore. L’urbanistica, di cui è stato anche assessore, è sempre stata il suo forte e oggi sono in molti e chiedere lumi sull’esperienza che la città sta vivendo dopo ricorsi e blocchi dei permessi a costruire. Casi come piazza Casabianca, l’ex Hotel Mascotte e altri.

Martin, cosa sta succedendo a Jesolo?

«Per prima cosa quello che sta accadendo non ha nulla a che fare con il piano regolatore che abbiamo approvato nel 1999, poi in Regione nel 2002. È una interpretazione sbagliata del piano casa che ci ha portato a tutto questo».

L’edilizia è sempre stata in crescita a Jesolo.

«Dopo la crisi economica mondiale nel 2008, l’edilizia è stata rilanciata come motore dell’economia in tutta Italia. Berlusconi ha lanciato il piano casa per dare una spinta. Doveva essere uno strumento di breve durata per riqualificare il territorio. Ma oggi non è più strumento di emergenza. Jesolo è una città turistica estremamente richiesta e la crescita dell’edilizia è stata dirompente, fuori controllo anche per la richiesta sempre in aumento».

Quali errori, secondo lei, sono stati compiuti?

«A Jesolo sono state date in sostanza interpretazioni estensive del piano casa per fini di speculazione. Tra altezze e bonus volumetrico sono state più che raddoppiate le volumetrie, anche del 130 per cento. Siamo a percentuali arrivate a più del doppio di quello che era previsto dal piano regolatore. Il dramma è che il piano casa è proseguito in varie edizioni in Regione, anche con il presidente Zaia e l’assessore Zorzato. E senza dare autonomia ai Comuni di vigilare, lasciando libera scelta con la possibilità di speculare nella fascia frontemare. Edifici di 2 o 3 piano sono diventati immobili di 7 e 8. L’errore è stato della Regione e anche dei Comuni, tra cui Jesolo, che hanno dato interpretazioni estensive del piano casa».

E adesso cosa potrebbe accadere?

«Adesso si prospettano ricorsi, blocchi ai lavori, sanatorie e risarcimenti milionari con gravi danni all’immagine della città. Ma quel che è peggio è che sono sorte migliaia di costruzioni senza adeguamenti dei sottoservizi. Ci sono fognature che non reggono più. E si è costruito senza dare garanzie di parcheggi. Infine non c’è più neppure più posto lungo la spiaggia per chi ha acquistato e chi viene in vacanza».

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