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Terrazzo crollato all’hotel Albatros di Jesolo, a processo all’impresa edile: «Colpa di profili errati»

Avviato in tribunale a Venezia il procedimento contro Francesco De Stefani e la sua impresa. La perizia tecnica evidenzia errori di ancoraggio

JESOLO. La paura era stata tanta quando, nel pomeriggio del 31 maggio 2018, un terrazzino dell’albergo Albatros del Lido di Jesolo - fresco di restauro - si era staccato, precipitando a terra dal settimo piano sul selciato accanto alla piscina, frequentata fino a pochi minuti prima.

Per quell’incidente, ieri è iniziato al Tribunale di Venezia il processo a carico dell’imprenditore edile jesolano Francesco De Stefani, che con la sua impresa aveva ottenuto l’incarico di realizzare la sopraelevazione dell’albergo, subappaltando poi le opere di carpenteria e muratura alla ditta “Costruzioni Biondo Sas di Mulaj Hamidi”, che è già stato giudicato e condannato con rito abbreviato (3 mesi e 20 giorni, con il riconoscimento dell’attenuante della minima partecipazione).

De Stefani - accusato dalla Procura di crollo di costruzioni e danno, in violazione agli articoli 434 e 449 del codice penale - ha invece deciso di difendersi in aula, nel corso di un tradizionale processo. Per la Procura, la colpa di De Stefani è di aver con «imprudenza, negligenza, imperizia ed inosservanza di regole di sicurezza (...) subappaltato i lavori ad una ditta inadeguata e omesso di vigilare sulla realizzazione dei lavori, nonostante la fornitura di manodopera e materiali».

Ma perché il terrazzino è caduto? Secondo la consulenza tecnica dell’ingegner Zamuner - realizzata per conto della Procura - l’armatura del solaio presentava profili errati rispetto al progetto (talvolta di diametro inferiore, in altra superiore, in alcune parti mancante) e l’ancoraggio di alcuni terrazzini era la metà dei 16 centimetri previsti.

Ieri la giudice monocratico del Tribunale di Venezia, Sonia Bello, ha rinviato l’udienza al 13 settembre. La Speranza Srl, proprietaria dell’hotel e individuata come parte offesa, non si è costituita a giudizio (spiega l’avvocato Rodolfo Marigonda) perché è in corso una causa civile per il risarcimento del danno.

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