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Martin e Andrea Juliet, ecco i primi turisti “certificati” a Jesolo

Sono rrivati in auto dalla Repubblica Ceca: al ritorno dovranno fare una quarantena di sei giorni, ma per ora vog liono solo godersi la vacanza

JESOLO. Si sono seduti sorridenti e subito si sono dichiarati con orgoglio in un italiano un po’ traballante: «Siamo turisti stranieri, finalmente siamo in Italia e in Veneto».

Una festa a due passi da piazza Marina al lido di Jesolo, al bar enoteca “la Corte dei Baroni” di Roberto e Barbara Dal Cin. I gestori non hanno creduto ai loro occhi quando hanno visto i primi ospiti stranieri, quasi fossero extraterrestri. Martin e Andrea Juliet, originari della Repubblica Ceca, di una cittadina non lontano da Praga, sono arrivati sul litorale per una vacanza di 6 giorni affittando un appartamento.

Un lungo viaggio in auto e il sogno di vedere il mare e camminare finalmente sulla sabbia. Gesti semplici che per chi è così lontano acquistano un significato particolare, magico. A maggior ragione dopo mesi di paura, tra restrizioni e messaggi poco incoraggianti sul turismo internazionale. Tutto regolare e molto semplice, in realtà: con sé avevano un certificato dell’effettuato vaccino in Repubblica Ceca e anche del tampone eseguito prima di partire. Quando torneranno a casa dovranno rispettare, almeno per il momento, una quarantena di 6 giorni prima di poter uscire liberamente.

«Non è un problema per noi», hanno raccontato Martin e Andrea, «se ne sentono dire tante, ma in fondo non è certo difficile venire in vacanza. Bastava il vaccino o il tampone, noi abbiamo fatto tutti e due per non sbagliare e ce li portiamo sempre dietro per ogni evenienza o magari nel caso di un controllo. È fantastico essere in Italia e sul litorale veneziano che noi adoriamo, da Jesolo a Cavallino Treporti, le zone che conosciamo meglio. Staremo qui per 6 giorni di relax e speriamo anche di spiaggia, nonostante il tempo, ma intanto è importante per noi essere riusciti a trascorrere qui la nostra vacanza».

Roberto, che con la moglie Barbara, gestisce da un paio d’anno il noto locale a due passi da piazza Marina ed è anche il delegato al turismo di Confapi, associazione piccole e medie imprese. «Quando si sono seduti» racconta, «abbiamo subito notato che erano stranieri e loro lo hanno detto subito a scanso di equivoci, orgogliosi, quasi fossero usciti da un incubo che la pandemia in effetti è stata per noi come per loro.

Vederli seduti e con quel sorriso magnetico è stata una festa da condividere. Ci hanno fatto anche notare di avere sempre con sé il certificato del vaccino e anche del tampone, comprendendo che c’è ancora una certa resistenza davanti a chi arriva da fuori. Noi non avevamo chiesto nulla, nel rispetto della privacy, ma loro ci hanno spiegato tutto facendoci capire che in fondo non è così difficile viaggiare rispettando le regole. Sono persone colte, che lavorano anche loro nel turismo, in montagna. Abbiamo parlato di Venezia e della Serenissima, ma anche di Arquà Petrarca, il borgo nei colli in cui il poeta che le ha dato il nome ha trascorso gli ultimi anni di vita.

Sulla scia dell’emozione ho declamato anche alcuni versi del Canzoniere. Anche perché questa è un’enoteca letteraria, la prima a Jesolo, e abbiamo invitato Al Bano per la prossima inaugurazione. Dobbiamo dare messaggi positivi, credere nella promozione e dimostrare ai nostri ospiti che l’emergenza pandemia presto sarà solo un ricordo e il mondo deve tornare quello che era al più presto. Quando sono arrivati questi simpatici e avventurosi turisti stranieri l’atmosfera era davvero magica e ci ha anche fatto capire come gli stranieri amino la nostra regione e la sua storia. Dobbiamo pertanto essere consci delle nostre potenzialità turistiche».

«Speriamo che questa presenza di un primo segnale di risveglio del turismo» aggiungono infine i coniugi Dal Cin, che con il figlio Nicholas sono rimasti aperti sempre anche durante il lockdown, ultimo avamposto commerciale nel deserto del lido ovest, «anche a livello internazionale perché le nostre località ne hanno assoluto bisogno per poter ripartire di slancio. Jesolo è cresciuta ospitando i turisti stranieri che fino a pochi anni fa avevano addirittura superato gli italiani come nella maggior parte delle località della costa veneziana. Ora abbiamo riscoperto anche il turismo di casa nostra, soprattutto dalla scorsa estate, ma non può bastare» 

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