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Crollo dei morti tra gennaio e febbraio. È l’effetto dei vaccini nel Veneziano

I dati Istat sui decessi segnati dalla pandemia. Nel primo mese del 2021 sono state registrate 369 croci in più del 2020

VENEZIA. Una prima risposta va senz’altro individuata nell’esaurimento della seconda ondata, il cui impatto è stato devastante. Ma è soprattutto la certificazione della bontà e dell’immediatezza degli effetti della campagna vaccinale, con il primo coinvolgimento degli ospiti delle case di riposo. Il risultato lo cristallizza l’Istat con i dati che indicano con chiarezza il crollo della mortalità, nella provincia di Venezia, a febbraio del 2021. Un mese concluso persino con una vittima in meno rispetto a quante se ne erano contate nel febbraio 2020.

Per comprendere la portata del fenomeno, si considerino i numeri dei trenta giorni precedenti: 1.277 morti a gennaio 2021 e 908 a gennaio 2020. Un saldo di 369 vittime in più rispetto a un anno fa, una media superiore ai 12 decessi al giorno. I dati dell’Istat, che ha preso in considerazione i 7.903 Comuni italiani, non distinguono naturalmente le morti dovute al virus e non, ma è evidente che sia stata questa la variabile al centro delle differenze.

UN GENNAIO DA INCUBO

Gennaio è stato uno dei mesi più neri per il Covid nella nostra provincia. Un mese che ha visto spegnersi 467 persone a causa del virus, con l’impressionante media di 15 ogni giorno. Il numero complessivo è persino superiore alla differenza di vittime (369) registrata tra gennaio 2021 e gennaio 2020. Come dire che, senza il Covid, il mese, quest’anno, si sarebbe concluso positivamente. Ma poi è arrivato il virus che ha distrutto tutto, stravolgendo l’esistenza di ognuno di noi. La campagna vaccinale, del resto, era appena iniziata. Le prime iniezioni “spot” risalgono al 27 dicembre: una manciata in tutta la regione. Il coinvolgimento di sanitari e ospiti delle case di riposo, dalla prima settimana di gennaio, è stato graduale con l’avanzare del mese. Intanto però la nostra provincia sopportava la coda finale di un carico ospedaliero che mai era stato tanto pesante. I reparti ospedalieri erano pieni, tanto in area medica quanto in terapia intensiva. In alcune strutture, prossimi all’esaurimento. Un peso i cui effetti, in termini di vite umane, si sono contati fino alle tre – quattro settimane successive.

IL CROLLO DEI DECESSI A FEBBRAIO

La stretta di Natale imposta dal Governo, poi il crollo verticale (in parte tuttora inspiegabile) dei contagi tra la popolazione, il sollievo negli ospedali con la parziale riattivazione dell’attività ordinaria che era stata sospesa nei mesi neri del boom della pandemia. E intanto la campagna vaccinale a protezione anzitutto dei più deboli che iniziava a ingranare e quindi a proteggere chi più facilmente avrebbe potuto patire le conseguenze del contagio. E, di conseguenza, la diminuzione dei decessi. Numeri, questi ultimi, che fino ad ora erano stati soltanto ipotizzati, ma che adesso vengono messi neri su bianco dall’Istat. Del resto a febbraio le vittime mietute dal Covid sono state “appena” 135 nel Veneziano. Oltre 300 in meno rispetto a quelle che erano state contate a gennaio. E la spiegazione non può certo limitarsi alla brevità del mese, considerando che la media giornaliera è stata inferiore alle cinque vittime. Una cifra da moltiplicare per tre (e oltre), per ottenere il dato di gennaio.

I DATI DEI COMUNI

Le cifre, si diceva, sono state fornite dall’Istat. I numeri variano molto di regione in regione, di provincia in provincia e persino all’interno della stessa area metropolitana. A febbraio 2021 sono ventuno i Comuni del Veneziano dove è stato registrato un numero di decessi maggiore rispetto a quelli dello stesso mese del 2020. Dato in controtendenza con quello provinciale. Nonostante quasi sempre lo scarto sia appena irrisorio. Buoni i dati del Comune di Venezia dove a febbraio 2021 sono state contate 277 vittime. Vale a dire ben 22 in meno rispetto a quante ne erano state registrate nel corso dello stesso mese dell’anno precedente.  

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