Casinò, lavoratori compatti sulla crisi: «Dipendenti sono a rischio»

Mercoledì presidio in prefettura e manifestazione. La prolungata chiusura legata all’emergenza Covid  rischia di produrre effetti drammatici sui posti di lavoro

VENEZIA. In campo per difendere il futuro dei dipendenti del Casinò di Venezia, sempre più difficile per la prolungata chiusura della casa da gioco legata all’emergenza Coronavirus, ormai dalla fine dell’ottobre dello scorso anno.

A protestare, in vista della manifestazione promossa dai sindacati a livello nazionale per il 12 maggio, le segreterie territoriali attive al Casinò di Venezia, Slc Cgil, Fisascat Cisl, Uilcom Uil, Ugl Terziario, Snalc ed Rlc.


Nell’aderire all’iniziativa, le segreterie sottolineano che «la situazione della Casa da gioco veneziana desta infatti enorme preoccupazione in virtù della sospensione delle attività imposta, con decreto ministeriale, dal 26 ottobre 2020 e che perdura ormai da oltre sei mesi».

Questa situazione, scrivono ancora i sindacati, «rischia di produrre effetti drammatici sia per quanto concerne l’equilibrio economico di un’azienda che risulta di capitale importanza per l’intera città, sia per la continuità occupazionale che vede coinvolti circa 600 lavoratori, cui si aggiunge l’indotto. Le politiche di sostegno messe in campo durante la pandemia sono risultate nei fatti insufficienti se non ininfluenti. Per contro, l’assenza di presidio del gioco legalizzato ha prodotto una rilevante ripresa del gioco illegale e incontrollato».

In modo unitario , i sindacati assicurano che «le condizioni dettate da un rigido protocollo di sicurezza per il contenimento del Covid e scrupolosamente adottate prima della sospensione, si sono dimostrate del tutto efficaci, scongiurando qualsiasi rischio di contagio all’interno delle sale». Ne deriva che «le decisioni politiche in merito alla riapertura paiono dettate da criteri etico-morali piuttosto che di carattere sanitario».

Le organizzazioni sindacali chiedono dunque «tutele e certezze che nei fatti si devono tradurre in politiche di difesa dell’Azienda e dei posti di lavoro» e invitano «le lavoratrici e i lavoratori a far sentire la loro voce partecipando al presidio che si terrà il 12 maggio 2021, a partire dalle 10, davanti alla sede della Prefettura di Venezia, in campo San Maurizio».

Con 51 milioni di incassi persi nel 2020 e un passivo fra i 3 e i 4 milioni, la casa di gioco veneziana rischia seri riflessi sull’occupazione dei suoi dipendenti. —


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