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Lucciole in calo per sanzioni e pandemia. Ora è boom della prostituzione digitale

Da inizio anno la polizia locale ha dato 138 multe a clienti. Gli operatori anti tratta raggiungono le donne sui siti d’incontri

MESTRE. Nelle strade la prostituzione è ai minimi storici, ma è in aumento invece su Internet e nelle case private.

Attualmente nel Comune di Venezia ci sono quasi una ventina di persone che esercitano tra via Piave e via Fratelli Bandiera, mentre una buona parte di prostitute nel periodo Covid-19 ha spostato la propria attività sul web, usato sia come tramite per prendere un appuntamento in un luogo fisico che come mezzo per fare sesso online.

La pandemia ha portato un cambiamento anche in questo ambito che aveva già subito un calo prima dell’arrivo del virus. Per evitare le multe ai clienti ed essere meno visibile, la prostituzione si stava già spostando dalle strade alle case o in spazi spacciati come centri benessere.

La conferma arriva dai dati della polizia locale che da inizio anno ha inferto 138 sanzioni tra Daspo (100 euro) e prostituzione (400 euro ai clienti colti in flagranza) nelle aree citate. «Da anni il fenomeno è sempre più in calo. In genere sanzioniamo 300 persone all’anno» spiega il referente Sicurezza urbana Gianni Franzoi «Teniamo conto che il tasso di recidiva per questa tipologia è inferiore all’uno per cento e che la sanzione rimane come memoria sul terminale della persona».

Prima del Covid-19 c’erano circa una cinquantina di prostitute tra via Piave e via Fratelli Bandiera, mentre oggi ci sono dalle 15 alle 17 persone di notte e una dozzina di giorno. I numeri si alzano (50) se si passa su Internet che oggi rappresenta un mondo parallelo, come spiega Barbara Maculan, presidente della cooperativa Equality, a capo del servizio di primo contatto delle vittime di tratta e grave sfruttamento e braccio operatore del progetto Nave (Network Antitratta Veneto, Numero verde 800290290).

«Oggi nelle strade sono rimaste le persone più vulnerabili» spiega «La pandemia ci ha colti all’inizio impreparati, ma poi si è rivelata un’opportunità perché abbiamo lanciato una sonda dove prima non riuscivamo ad arrivare, cioè nel mondo online, monitorando gli annunci di incontro sui siti». Come nella realtà si paga di più per avere in strada un posto più strategico per i clienti, così nel web bisogna sborsare una somma più alta per avere una vetrina dove poter essere raggiunte da più persone. Come nella strada anche il web è una giungla.

«Gli annunci sono spesso un mezzo per incontri» prosegue Maculan «Abbiamo iniziato a cercare queste persone spiegando che cos’era il Covid-19 grazie agli operatori che parlano più lingue, riuscendo a creare una relazione». Durante la pandemia Equality è rimasta in contatto con le trans veneziane, provenienti da Perù ed Ecuador, e con le donne dell’Est (Bulgaria e Romania), aiutandole con gli alimenti. Le donne nigeriane sono invece in gran parte sparite dalla strada. L’ipotesi è che siano gestite da organizzazioni molto potenti, spesso collegate alla droga, che le hanno tolte dal mercato in attesa della ripresa della stagione.

«Le donne dell’Est sono state abbandonate da chi le controllava perché non rendevano più soldi» afferma Maculan «Le cinesi si sono chiuse in casa, come le italine. Per noi è una sfida nuova quella di riuscire a raggiungere le persone che ora non sono più in strada». Per l’estate potrebbe esserci una ripresa della prostituzione dato che a lungo gli sbarchi sono stati fermi. Si attendono soprattutto donne nigeriane che, come ormai è noto, vengono messe in strada per pagare il viaggio per arrivare in Italia. Tra queste, nel Veronese, Equality è anche venuta in contatto con minori nigeriane.

«Spesso ci sono casi in cui la prostituzione incontra l’abuso di sostanze» conclude Maculan «Per cercare di avere una rete di operatori su più fronti abbiamo una stretta collaborazione con il servizio Riduzione del danno del Comune di Venezia». —

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