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Jesolo, cautela e diffidenza sul “green pass”: «È complicato e spaventa i turisti»

Gli operatori di Jesolo guardano con timore al “passaporto”. «Se questa è la strada, almeno sia semplice e pratico»

JESOLO. Le quarantene ancora bloccano le vacanze, in Italia e all'estero, ma il “green pass” è un primo incentivo a viaggiare. Gli operatori del turismo ora chiedono di snellire ogni pratica necessaria e di non essere ancora stretti nella morsa della burocrazia, sia essa italiana o europea.

Da metà maggio si parlerà del green pass nazionale, secondo la linea indicata nel decreto ora in vigore per le “certificazioni verdi” che consentono agli italiani di spostarsi per turismo tra regioni arancioni e rosse. Serve l’attestato di vaccinazione, o il certificato di guarigione o un tampone antigenico o molecolare con esito negativo nelle 48 ore precedenti l’arrivo in Italia. Il green pass europeo arriverà per metà giugno.



Massimiliano Schiavon, presidente Federalberghi Veneto: «Non dobbiamo perdere tempo se questa è la condizione per andare in vacanza», commenta. «Non ci devono essere burocrazie che distolgano dall'andare in vacanza. La quarantena tuttora vige per chi viene in Italia. Se un tedesco vuole venire qui due giorni deve prendersi almeno 12 giorni di ferie, 5 per quarantena in Italia e Germania, e questo fino al 15 maggio».

Alberto Maschio, presidente Aja, associazione albergatori Jesolo, è critico sul certificato verde: «Comunichiamo bene quello che si può fare, non quello che non si può fare. Purtroppo si continuano a dare informazioni che finiscono per diventare un forte freno per chi vorrebbe fare vacanza. Il problema è più di comunicazione che di sostanza. Per spostarsi serve essere vaccinati, oppure avere avuto il Covid-19 negli ultimi sei mesi o, ancora, avere effettuato un tampone nelle ultime 48 ore antecedenti il viaggio? Bene, si dica semplicemente che serve questo. L’idea del pass, dell’avere una sorta di passaporto, di via libera per andare in vacanza, rappresenta un ostacolo psicologico per i turisti. Rischia di creare gli stessi danni del coprifuoco».

Il delegato al turismo di Jesolo per Confapi, Roberto Dal Cin ha fiducia in questo documento: «È una speranza in più che ci consente di vedere la luce alla fine del tunnel» commenta, «c'è ancora un ostacolo che si frappone a una vacanza serena e senza impedimenti burocratici, ma dobbiamo andare avanti passo dopo passo e quindi siamo contenti».

Andrea Longo, vice presidente dell’associazione “VeneziaDuemilaEventi” e armatore a Jesolo e Venezia delle imbarcazioni Jolly Rogers e Galeone Veneziano, è entuasiasta: «Sarebbe un’ottima opportunità per riavviare le nostre attività, ferme per mesi. Il green pass rappresenta un’ ulteriore garanzia di sicurezza per gli ospiti che stanno per arrivare». —



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