Spinea, baby vandali fotografati al parco: «Pagheranno i danni»

Gli scatti immortalano il gruppetto che sradica una panchina al Graspo d’Uva. La sindaca: occorre collaborare con le famiglie per evitare il ripetersi di questi fatti

SPINEA. I colpevoli di almeno una parte dei vandalismi registrati ultimamente a Spinea hanno ora un volto. Sono, come si immaginava, giovanissimi. Adesso si attende solo un riconoscimento ufficiale da parte delle forze dell’ordine per procedere come le autorità intenderanno.

Dal Comune, intanto, la sindaca annuncia l’intenzione di avviare un dialogo con le famiglie dei ragazzi per cercare la migliore soluzione possibile ed evitare altri atti di vandalismo in città.

Come era nelle speranze dei residenti e, in realtà, anche prevedibile, questa volta gli autori dei vandalismi nelle aree verdi e negli immediati dintorni non l’hanno fatta franca. Autorità e forze dell’ordine sono entrate in possesso, grazie all’aiuto di alcuni cittadini, di foto decisamente esplicite che mostrano i vandali in azioni. Si tratta di scatti, che il Comune ha deciso di diffondere, fatti con un telefonino che mostrano alcuni giovani impegnati a danneggiare, staccandola dal terreno, una delle panchine del parco del Graspo d’Uva.

Le foto lasciano pochi dubbi sull’identità dei ragazzi e le forze dell’ordine sono già sulle tracce dei responsabili. Se e quando saranno identificati, bisognerà prima di tutto capire se si tratta di minorenni o maggiorenni, per poi procedere con le eventuali denunce per danneggiamento, oltre che con le sanzioni sotto forma, ad esempio, di risarcimento monetario o di ore di lavoro gratuito per la comunità.

La sindaca Martina Vesnaver, intanto, è pronta come primo passo al dialogo. «Se si verrà a conoscere, come penso e spero, l’identità degli autori di questi atti», spiega, «la nostra prima intenzione è quella di parlare con le famiglie per cercare di capire cosa passa nella testa dei ragazzi e per trovare assieme un modo costruttivo con il quale possano pagare per quanto fatto ad un bene collettivo».



A Spinea è già capitato in passato che Comune e famiglie di ragazzini coinvolti in episodi simili abbiano trovato una sinergia nel lavorare assieme. La sindaca Vesnaver, però, appare decisamente preoccupata dalla situazione.

«Mi chiedo che comunità siamo se non riusciamo ad avere non solo cura, ma proprio nessun rispetto per la proprietà di tutti. Non ci riesce proprio di essere una comunità educante, dove nel rispetto delle diversità si cresce assieme, aiutandosi reciprocamente?».

«Non possiamo pensare che sia sempre compito di qualcun altro far andare bene le cose, magari vigilando come un poliziotto 24 ore su 24, colpendo, puntando il dito sui colpevoli», conclude la prima cittadina che ha a cuore la questione della gestione dei parchi, «Siamo tutti responsabili: noi continueremo a fare il nostro dovere, a curare i parchi, a cercare di renderli sempre più belli e accoglienti perché non ci arrendiamo ai vandali e ai ragazzi annoiati. Ma cerchiamo tutti insieme di migliorare e migliorarci. Senza questo patto di corresponsabilità e amore per il nostro territorio, non si può progredire». —


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