Jesolo: clienti nella sala aperta solo a metà, locale sanzionato e chiuso 5 giorni

La disavventura a un noto ristorante di Cortellazzo. La Confapi: «Usare il buon senso»

JESOLO. Controlli nel week-end a Jesolo, sanzione da 400 euro a un ristorante a Cortellazzo chiuso per cinque giorni per un’interpretazione restrittiva delle regole. Aumentano anche le lamentele dei cittadini per i troppi assembramenti sulla spiaggia e nei locali. Sabato e domenica la polizia locale ha fatto una serie di controlli in tutto il lido.

Chioschi e terrazze esterne sono state prese d'assalto soprattutto dai giovani arrivati da tutta la provincia di Venezia. E questa circostanza ha destato anche molte polemiche tra i cittadini jesolani. Jesolo è una delle città con il maggior numero di contagiati nel Veneto orientale: 108, seconda solo a San Donà con 124.

Gaspero Carniello, presidente del Girotondo, associazione per i disabili a Ca' Fornera di Jesolo, ha segnalato queste pessime pratiche: «Noi abbiamo avuto i disabili seguiti dall'associazione che sono stati segregati per 13 mesi filati quali ospiti del residenziale,e poi assistiamo a certe scene nei bar e chioschi, con ragazzi vicinissimi che si abbracciano, si baciano, e senza mascherina o comunque visibilmente abbassata. Assembramenti davvero pericolosi. Ieri mattina abbiamo deciso di portare fuori i nostri ragazzi a fare un giro per la prima volta, dopo oltre un anno, con mascherine, distanziati e in luoghi sicuri e non frequentati. Ma certo non possiamo accettare che al lido ogni fine settimana si verifichino quelle scene che favoriscono i contagi».

Gli operatori ritengono che invece ci sia stata molta serietà e disciplina: «I clienti sono rispettosi delle regole» ha detto il delegato al turismo di Confapi, lo jesolano Roberto Dal Cin, «e i gestori sono ligi alle regole e restrizioni. Ci potranno essere delle eccezioni, ma nella maggior parte dei casi non ci sono violazioni e rileviamo maturità e buon senso».

La multa al ristorante «da Nicola», nella frazione di Cortellazzo, chiuso per cinque giorni, è stata elevata invece perchè non erano garantite le tre aperture ai lati, ma soltanto lungo due delle pareti. Un problema che è stato segnalato anche da molti altri titolari di attività di ristorazione che ritengono di essere penalizzati dalle normative severe del governo. La contraddizione è che molto spesso i locali possono ospitare gli operai in pausa pranzo le cui ditte hanno sottoscritto i contratti per la mensa aziendale, ma poi non possono accogliere gli ospiti perchè ci sono le restrizioni severe da rispettare. —

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