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Assalto a Venezia, tornano pure i tedeschi: in due giorni più di cinquantamila persone

Il primo ponte di primavera apre la stagione turistica: code a Palazzo Ducale e al Campanile, plateatici gremiti

VENEZIA. Doveva essere un fine settimana di grandine e fulmini, ma il maltempo all’ultimo ha risparmiato Venezia che si è riempita di visitatori.

Per molti residenti è stato uno choc ritrovarsi in un Ponte di Rialto affollato e impercorribile, ma per la gran parte dei ristoratori gli oltre cinquantamila turisti del weekend sono stati invece una boccata d’ossigeno e la speranza che la pandemia sia sempre più parte del passato. Sabato sera è scattata qualche multa in Fondamenta degli Ormesini, ma è stata fatta soprattutto attività di prevenzione da parte di tutte le forze dell’ordine al fine di non creare assembramenti.venetOrmesini, ma è stata fatta soprattutto attività di prevenzione da parte di tutte le forze dell’ordine al fine di non creare assembramenti.


i, arrivati in giornata per passeggiare lungo le fondamenta e i campi e godersi i raggi di sole all’aperto, come da tanto tempo non accadeva.

Il 2 maggio, secondo i dati del Comune, sono stati 22 mila i turisti presenti in città con un picco alle 13 quando i parcheggi di Piazzale Roma e Tronchetto sono stati chiusi perché colmi. Di questi 3000 circa erano stranieri, inclusi un 10% di tedeschi e a seguire spagnoli. Sabato invece i visitatori sono stati 30 mila circa con parcheggi chiusi alle 11 e la città che sembrava quasi tornata alla normalità. Quasi perché le serrande chiuse di molti negozi sono come ferite ancora aperte.



Turismo locale, con qualche incursione di vacanzieri, ma piano piano anche gli alberghi stanno ricominciando a riaprire. «Questo fine settimana qualcuno si è fermato a dormire, ma pochi. Invece per la Biennale credo che il 70 per cento degli hotel riaprirà e che già da metà maggio si vedranno i primi segnali di vitalità in termini di prenotazioni», ha detto Claudio Scarpa, direttore dell’Associazione Albergatori Veneziani «Mi sento di dire che finalmente tutto è in felice evoluzione anche se per quest’anno non ci saranno ancora americani, ma soprattutto europei e italiani. Dopo i sessantenni e i fragili spero si inizieranno a vaccinare anche le categorie e il settore turistico deve essere pronto».

Insomma, si respira un’atmosfera di cauto ottimismo. Chi si ricordava più le lunghissime file per andare sul campanile o entrare in Basilica o a visitare Palazzo Ducale? E i tavolini pieni di turisti che sorseggiano un caffè o pranzano al sole? Certo non sono mancati panini seduti sulle rive e un giovanotto a torso nudo postato subito sui social, ma è prevalsa la voglia di ricominciare.

«Era da tanto tempo che non si vedeva una Piazza come quella di sabato e domenica» ha detto Claudio Vernier, presidente dell’associazione Piazza San Marco «I tavolini dei Caffè Florian e Quadri erano tutti occupati e la Piazza era diversa, ma in modo migliore. In un certo senso era a dimensione umana, come prima dei grandi flussi. C’erano tante famiglie con i bambini che giocavano». La Collezione Guggenheim ha fatto il pieno di appassionati per due giorni e anche le Gallerie dell’Accademia sono state soddisfatte dei visitatori. Certo per ora i numeri sono contingentati, ma si spera che sia solo l’inizio. —RISERVATAGuggenheim ha fatto il pieno di appassionati per due giorni e anche le Gallerie dell’Accademia sono state soddisfatte dei visitatori. Certo per ora i numeri sono contingentati, ma si spera che sia solo l’inizio. —

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