Il legista Bazzaro: "Riaprite in sicurezza il Casinò di Venezia, i dipendenti sono in difficoltà"

Il deputato del Carroccio interroga i ministri alla Salute e alle Infrastrutture: 51 milioni di incassi perso nel 2020 e un passivo tra i 3 e i 4 milioni, situazione al limite

VENEZIA. «In un’interrogazione ai ministri della Salute e delle Infrastrutture ho sollevato il problema del Casinò di Venezia, che in ottemperanza al decreto del 3 dicembre ha chiuso le sedi di Ca' Vendramin Calergi e Ca' Noghera. Con 51 milioni di incassi persi nel 2020 e un passivo fra i 3 e i 4 milioni, la casa di gioco rischia di chiudere, lasciando a casa centinaia di dipendenti e creando enormi perdite a tutto l’indotto. Abbiamo sollecitato la ripresa dell’attività in condizioni di piena sicurezza per i lavoratori e per la clientela, così come faremo attraverso un ordine del giorno al dl riaperture e chiesto misure specifiche per superare, in prospettiva futura, la difficile situazione in cui si trova ad operare il casinò di Venezia».

Lo afferma in una nota il deputato della Lega Alex Bazzaro, annunciando l’interrogazione. L’assessore comunale alle Aziende Michele Zuin aveva già annunciato di recente l’invio di una lettera al Governo per chiedere la riapertura del Casinò di Venezia, escluso da questa possibilità a differenza di cinema e teatri.

La speranza è di far tornare al lavoro i circa 600 dipendenti che a oggi non percepiscono altro reddito che quello il Fondo di integrazione salariale. Il Comune ha rinunciato nel 2020 a 15 milioni , lasciando il 90% degli incassi alla casa da gioco e tenendo per sé solo il 10 per cento per pagare le tasse che competono al Comune. Quest’anno ha previsto di lasciare al Casinò l’80 per cento degli incassi. —



 

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