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Novemila dosi in un giorno, nel Veneziano scatta lo sprint dei vaccini

Disagi e qualche ritardo al PalaExpo per l’altissimo numero di persone in attesa. Il dg Contato: «Vaccinarsi è un diritto, ma non si sceglie il tipo di iniezione»

MESTRE. Quasi novemila iniezioni in 24 ore nel Veneziano. Per far capire la portata dello sforzo, se i numeri dovessero diventare una costante, per vaccinare l’intera platea “eleggibile”, sarebbero sufficienti poco più di due mesi e mezzo. Più di un veneziano su quattro ha già iniziato la profilassi. 
 
RECORD DI VACCINAZIONI 
Lo sprint nelle vaccinazioni fa fare un enorme balzo in avanti alla profilassi nel Veneziano, persino con il superamento delle cifre che erano state indicate come obiettivo: 7.003 le vaccinazioni messe a segno giovedì nell’Usl 3 e 1.905 nell’Usl 4. Anche ieri, nonostante non ci siano ancora numeri ufficiali, il ritmo è stato sostenuto: almeno 6.000 nella sola Usl 3.
 
Dall’inizio della campagna, sono 282.304. Avvicinandosi a metà maggio, quando la profilassi dovrebbe iniziare anche nelle aziende, le iniezioni procedono spedite per le coorti anagrafiche. Dei 70.467 ultrasettantenni residenti nel territorio dell’Usl 3, 40.967 sono già stati vaccinati e 11.328 hanno prenotato la seduta, con una percentuale totale del 74%. E viaggia a pieno ritmo anche la campagna per gli ultra sessantenni: 84 mila, di cui 16.625 vaccinati e 31.546 prenotati, con una copertura del 57,5%. Ma l’obiettivo è quello di elevare ulteriormente la percentuale.
 
«La vaccinazione non è un’uscita fuori porta, che se il tempo non è ideale si rimanda. Non può attendere e ciascuno deve sentirsi in dovere di sottoporsi al vaccino non appena ne ha acquisito il diritto», spiega il direttore generale Edgardo Contato. «Quello che prima sentivamo come un diritto, ricevere il vaccino al più presto, adesso dev’essere sentito come un obbligo morale. Rimandare significa rallentare la risposta al virus, lasciargli spazio». 
 
CODE AL PALAEXPO
Anche per i grandi numeri raggiunti, ieri mattina si è creata una folla piuttosto nutrita all’esterno del PalaExpo, con relativi lievi ritardi nelle vaccinazioni. Tante le ragioni: il numero elevato di accompagnatori, gli arrivi con anticipo sull’orario dell’appuntamento e i rallentamenti in fase di anamnesi, vista la richiesta (respinta) da parte di più di qualcuno di scegliere la tipologia di vaccino.
 
«Tra i tanti che ringraziano consapevoli per il servizio, bastano poche persone polemiche o egoiste a rallentare il lavoro, a danno di tutti, di operatori e cittadini in attesa. Sia chiaro: il diritto al vaccino non è diritto a scegliere il vaccino», il messaggio molto chiaro di Contato. «Sta ai medici la valutazione quanto al vaccino proposto, nel rispetto di normative stringenti; e ogni pretesa e ogni richiesta reiterata al riguardo là dove si effettuano le vaccinazioni non è certo segno di correttezza odi responsabilità». 
 
VARIANTE INDIANA
Intanto ieri è arrivata la conferma dell’individuazione del contagio di ceppo indiano su due cittadini italiani residenti nel territorio dell’Usl 3 e arrivati dal Bangladesh. Non si tratta tuttavia della stessa mutazione “sotto osservazione” scovata su due indiani residenti a Bassano, di ritorno da un viaggio in India.
 
La variante individuata a Venezia, fa sapere l’Istituto Zooprofilattico, per quanto non presenti lo stesso grado di rischio della prima (a livello clinico ed epidemiologico) va comunque monitorata e, per questo, l’Usl 3 ha messo in campo tutte le misure finalizzate al monitoraggio della situazione. Intanto, passando ai contagi, ieri nel Veneziano sono stati individuati 138 nuovi casi, che portano al 3.107 il numero dei positivi. Infine, due i decessi.—
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