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I cimeli dei fratelli Ballarin in un museo permanente a palazzo Ravagnan: «Un sogno che si realizza»

Il Comune di Chioggia concede ai discendenti di Aldo e Dino, morti a Superga, l’edificio in riva Vena. La nipote Nicoletta: tra qualche mese sarà realtà«Un sogno che si realizza»

CHIOGGIA. Il museo su Aldo e Dino Ballarin, il Grande Torino e, più in generale, sul calcio chioggiotto, che ha da poco raggiunto il traguardo dei 100 anni di storia, ha finalmente la sua casa. L’amministrazione comunale ha deciso di concedere a titolo gratuito per due anni i locali a piano terra di palazzo Ravagnan, sulla riva Vena, a due passi dal ponte della Cuccagna e dalla porta di Santa Maria che, assieme al museo San Francesco Fuori le Mura ed il museo Diocesano andrà a formare, nel raggio di poche decine di metri, un polo museale senza precedenti per la città di Chioggia.

 L’idea di un museo fisso dedicato alle gesta dei fratelli Ballarin, periti il 4 maggio 1949 nell’incidente aereo di Superga, assieme a tutta la squadra del Grande Torino, circola da tempo. L’abnegazione dei parenti, in particolare dei nipoti di Aldo e Dino Ballarin, ha permesso lo svolgimento di molte esposizioni, dove venivano messi in mostra i cimeli dei due giocatori chioggiotti, custoditi dalla famiglia, ma fino adesso non era mai stato concesso uno spazio fisso per una mostra permanente, come ricorda la nipote di Dino Ballarin, Nicoletta Perini che, assieme al marito Davide Bovolenta e al cugino Aldo Cappon, nipote di Aldo Ballarin, gestirà il museo, con il supporto pure della “Football Evolution Events Academy”.
 «Da tanti anni», spiega Nicoletta Perini, con Adolfo Pagan e Angelo Padoan, due storici cultori del calcio locale, « chiediamo la possibilità di avere alcuni locali per una mostra permanente sui fratelli Ballarin, sul Grande Torino e sul calcio chioggiotto. Ora finalmente posso dire che coroniamo un sogno. Usufruiremo di tutto il piano terra di palazzo Ravagnan, dove tra l’altro c’è pure un cortile per incontri a tema all’aperto. La nostra iniziativa sarà in collaborazione con la Evolution Events Academy, che ci aiuterà per la sorveglianza ed per garantire il calendario delle aperture».
 Dopo alcuni lavori di ristrutturazione, il Comune si prenderà carico delle utenze, i gestori delle spese di allestimento della mostra. «Sembra in una zona un po’ fuori mano», dice ancora Nicoletta Perini, «ma in realtà è l’ingresso della città, c’è un parcheggio vicino e per i turisti sarà una delle prime cose che potranno ammirare».
 Molti i cimeli in possesso della famiglia Ballarin. «I visitatori», dice, «saranno accolti da un modello in scala in legno suggestivo della basilica di Superga, poi ci saranno le magliette, le scarpette e tante altre cose che sono appartenute ai fratelli Ballarin, oltre a foto e pagine di giornale. Il museo sarà comunque vivo, perché di volta in volta verrà arricchito di qualche altro cimelio. Vogliamo anche dedicare uno spazio a tutte quelle figure che, in qualche modo, erano legate al Grande Torino, come il professor Francesco Criscenti, scomparso di recente. Grazie all’assessora Isabella Penzo e alla dirigente Daniela Ballarin». Il museo diventerà anche la sede del Toro Club Veneto. Tra qualche mese il taglio del nastro. —

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