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Hotel a Jesolo, prenotazioni a picco causa lockdown

Il webinar di ieri con il presidente dell’Aja, Alberto Maschio

Costa veneta in difficoltà anche per le fake news diffuse all’estero. Maschio (Aja): «Servono certezze per risollevarci»

JESOLO. Calo della occupazione alberghiera sulla costa veneta: tra maggio e settembre siamo al 16, 2 per cento. Le festività tedesche prima della pandemia, garantivano il 60 per cento. Pesano l’incertezza sui viaggi, il caprifuoco, le false notizie, come quella di ieri sulla stampa Austriaca denunciata dal presidente di Federberghi Veneto, Massimiliano Schiavon, in cui si parlava di Italia ancora chiusa ai turisti europei.

Giovedì il vertice a Jesolo con Federalberghi spiagge e i presidente delle associazioni alberghiere. Si sono riuniti il presidente Aja Alberto Maschio, Silvio Scolaro, presidente di Aba-Bibione; Angelo Faloppa, presidente Confcommercio San Donà-Jesolo, in rappresentanza degli albergatori di Eraclea Mare, e Giuliano Loris Brugnerotto, presidente Federalberghi Caorle. Federalberghi spiagge venete rappresenta 722 alberghi, per 60. 000 posti, 13.000 lavoratori, un fatturato di 400 milioni di euro.

«L’analisi di una stagione e la programmazione hanno bisogno di dati», ha detto Maschio, che è presidente di Federalberghi spiagge, «non si possono fare le valutazioni sulla base delle auto parcheggiate. Le indicazioni devono essere puntuali, non più legate a sensazioni. L’andamento stagionale al momento non è dei migliori. Non sono dati positivi quelli che emergono dalla rilevazione HBenchmark e ci devono far riflettere».

Il sistema di rilevazione evidenzia una media, da metà maggio fino a metà settembre, di occupazione alberghiera al 16.2%. Nel ponte del 2 giugno un picco del 26%. La media è del 15% per i 3 stelle, 17,4% per i 4 stelle. 39,3% per il bed & breakfast, 43,1% per la mezza pensione, 17,1% pensione completa e 0, 6% per la sola camera. Per il canale di vendita, il 49,3% è diretta, 19,6% tramite agenzie, 23,8% “altri” e 7,2% da sito web. Le nazionalità sono 27,6% Germania, 24, 9% Italia, 19, 3% Austria, 3, 1% Svizzera Negli ultimi 6 giorni c’è stato un calo e diverse disdette e per quanto riguarda il fine settimana del primo maggio, primo in zona gialla, il tasso di occupazione è al 10%, con la quasi totale assenza del mercato estero. Lo scorso anno, il 64% delle prenotazioni era arrivato dopo il 15 luglio.

«Questo significa», conclude Maschio, «che mai come in questo periodo regna l’incertezza. Ma se venisse annunciato l’annullamento del coprifuoco, offerte certezze, siamo convinti il mercato reagirebbe prontamente. Schiavon, presidente di Federalberghi Veneto, conferma: «Si è decisamente raffreddata la domanda proveniente dai mercati di Austria, Germania, Svizzera che sono tendenzialmente molto importanti in termini di presenze per la nostra regione». —


 

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