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Chioggia, il Granaio torna a vivere ma al piano terra i negozi restano precari

Palazzo Granaio visto dall’alto. A breve l’edifico sarà riconsegnato alla città, ma permangono le incertezze per le attività a piano terra

Dopo due anni di lavori il palazzo di corso del Popolo è quasi ultimato. Il vicesindaco: «Pronti a contratti lunghi se si investe nella struttura» 

CHIOGGIA. «Granaio quasi ultimato, ma sugli esercenti del piano terra pende una continua incertezza». A pochi mesi dalla riconsegna alla città dello storico palazzo restaurato nella parte superiore, rimane la situazione di precarietà per le attività (due bar, una macelleria, un negozio di artigianato, uno spazio vuoto), in assenza dal 2012 di un contratto di locazione e senza garanzie per il futuro.

A sollevare il caso è il consigliere della Lega Marco Dolfin che sprona l’amministrazione a assegnare gli spazi con contratti pluriennali che permettano agli esercenti di investire nei propri locali e di lavorare con serenità.

Dopo anni di impalcature, operai e di una maxi gru che ha offuscato il cuore di Corso del Popolo, Palazzo Granaio si accinge a chiudere il restauro conservativo, quantomeno nella parte alta, perché su quella inferiore, dove insistono attività commerciali di lunga data, non è ancora chiaro cosa accadrà. Il restauro è previsto anche per il piano terra, ma l’accordo con le attività (su divisione dei costi e spostamenti durante il cantiere) non è ancora stato trovato. A complicare le cose vi è anche l’assenza di una concessione duratura che vada a legittimare per un lungo periodo la loro presenza.

«Dal 2012 non hanno più contratti duraturi - spiega Dolfin - questi esercenti operano in virtù di un’indennità di occupazione che dovrebbe essere una formula da usarsi solo per un breve periodo, non per anni. Questi esercenti in pratica non hanno nulla in mano e si ritrovano in difficoltà. Potrebbe anche succedere che dalla sera alla mattina l’amministrazione li mandi via. Non possono investire, fare migliorie o adeguamenti, penso a esempio ai servizi igienici per i bar, perché non sono titolari di una concessione. Pagano la locazione dovuta, ma non hanno certezza su cosa succederà. Credo che gli uffici commercio e patrimonio dovrebbero iniziare a ragionare su quale utilizzo dare a questi spazi».

Qualcosa si dovrebbe muovere nelle prossime settimane. «Sul restauro del piano terra abbiamo in programma nuovi incontri con gli esercenti per recepire le loro esigenze - spiega il vicesindaco Marco Veronese - le soluzioni percorribili sono due: la progettazione, di concerto con Comune e Soprintendenza, e i lavori a loro carico oppure la progettazione e realizzazione degli interventi a carico dell'amministrazione. Nel primo caso sarà possibile rinnovare il contratto di locazione e, nel caso le attività fossero disposte a provvedere alle opere di salvaguardia e alla bonifica delle strutture, la definizione di un piano di ammortamento per il rientro delle spese». —



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