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Mestre, il cinema riparte con il Leone d’oro premiato con l’Oscar: «Sarà durissima»

Il 29 aprile aprono Palazzo e Dante, mentre per le multisala Uci bisognerà attendere il 6 maggio. Posti distanziati, mascherina e niente cibo 

MESTRE. La cerimonia di apertura delle sale si è consumata tre notti fa, al di là dell’Atlantico, con l’assegnazione degli Oscar. Ora, finalmente, anche i cinema italiani sono pronti a ripartire, lo prevede il decreto Draghi. Saracinesche alzate da domani 29 aprile, a Mestre, per il Palazzo e il Dante; per il Candiani bisognerà attendere il 6 maggio, mentre il circuito Uci (con un multisala a Marcon e uno a Marghera) ha annunciato che ripartirà solo a metà maggio.

Del resto, sono molti i problemi che dovranno fronteggiare i gestori delle sale e le regole da far rispettare nei cinema sono la base. «Ma poi il coprifuoco, che ci costringe ad anticipare gli orari delle proiezioni. Il divieto di vendere alimenti e bevante, che per noi significa rinunciare al 20% del fatturato. I pochi film a disposizione» l’elenco di Giantantonio Furlan, gestore del multisala Candiani e del cinema Palazzo.

Il ritorno, al Palazzo, sarà alle 17 di domani, sulle immagini di “Nomadland” - Leone d’Oro alla Mostra e appena premiato agli Oscar come miglior film - e di “Minari”. «Effettivamente confidiamo negli Oscar come pubblicità indiretta» conferma Furlan. «Intanto iniziamo con un paio di proiezioni nei feriali e tre nei festivi, con l’ultimo spettacolo tra le 19.30 e le 19.45, perché il pubblico non esca dalla sala oltre alle 21.30». Per essere a casa alle 22, quando scatta il coprifuoco.

E giovedì 30 aprirà anche il Dante. Prima proiezione alle 16.30: “In the mood of love”, film del 2000 diretto dal cinese Wong Kar-wai. Non esattamente un blockbuster, ma la pellicola giusta per gli affezionati spettatori della sala d’essai. «Qualche giorno fa ero al cinema. Ho sentito bussare con veemenza alla porta, era una signora in bicicletta che mi chiedeva “Allora, aprite lunedì?”, quasi con tono minaccioso» racconta, divertito, il responsabile della sala, Silvano Sguoto. «Quando le ho detto che avremmo aperto solo tre giorni dopo, si è arrabbiata. Ho dovuto spiegarle che i film arrivano il giovedì, per convincerla. In quel momento ho capito che riaprire è l’unica cosa che dobbiamo fare».

Anche il Dante per il momento lavorerà con due spettacoli al giorno. Con una bella trovata: le doppie proiezioni mattutine, sabato e domenica, alle 10. Ancora “In the mood of love”. «Vediamo come va» dice Sguoto, speranzoso.

Ma il vero ruggito a Venezia sarà il 6 maggio, con l'apertura del multisala Candiani, che confida soprattutto nel traino dell’ultimo di Woody Allen, “Rifkin’s Festival”, e della Marvel, “Wonder Woman 1984”. Entrambi pronti ad arrivare in sala da qualche mese, ma costretti ad aspettare: già, pure un genio e un’eroina. «Arriverà qualche film a inizio maggio, ma si parla anche di diverse pellicole già disponibili sulle piattaforme. Quelle veramente nuove non arriveranno prima di fine mese» spiega Furlan, con un pizzico di scaramanzia.

Ma promettono comunque bene "Mank" di David Fincher, con Gary Oldman, e “Lei mi parla ancora", di un maestro del nostro cinema, Pupi Avati. In effetti, dal 6 maggio, ci sarà più di “qualcosa”. Dal thriller “Fino all’ultimo indizio” con Denzel Washington, Rami Malek e Jared Leto (quattro Oscar in tre), agli italiani per famiglie “Tutti per 1—1 per tutti” (con Favino, Papaleo e Buy) e “Genitori vs influencer (con Volo, Francesconi e De Lellis)”.

L’Uci, per il momento resta alla finestra, programmando la riapertura da metà maggio. E allora sarà un duello Walt Disney contro Warner Bros., “Raya e l’ultimo drago” contro “Tom & Jerry”.

Le regole, in tutte le sale, rimangono stringenti. Capienza abbassata al 50%, obbligo di indossare la mascherina anche durante la proiezione e una poltroncina di distanza tra gli spettatori, a meno che non siano conviventi.

Insomma, come ci eravamo lasciati. Ma almeno i nastri cinematografici torneranno a girare (metaforicamente, è chiaro). —

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