Sessantenni veneziani, corsa al vaccino: 9 mila prenotazioni in poche ore

Crescono i numeri della profilassi, nonostante la scarsa adesione degli over 70. Migliaia di dosi in arrivo 

MESTRE. È bastato il tam-tam sui social. Gli ultra sessantenni veneziani rispondono presente all’attivazione delle prenotazioni, anche per la loro fascia di età, annunciata ieri, 26 aprile, a sorpresa da Zaia, bruciando in meno di un’ora tutte le disponibilità e costringendo l'Usl a sbloccare nuovi slot. In poche ore, nel pomeriggio, 8600 sessantenni si sono prenotati.

Questo, nel giorno che ha visto le prime somministrazioni di Johnson & Johnson e il ripristino dell'attività ospedaliera ordinaria, con un inizio di riorganizzazione dei reparti. La volata è stata resa necessaria dalle prenotazioni sotto le aspettative degli "over 70".


Del resto, l'imperativo è correre più velocemente del virus. Ieri il Veneziano ha registrato infatti altri 105 contagi e cinque decessi. Ma, soprattutto, nel territorio dell'Usl 3 sono stati individuati quelli che potrebbero essere i primi casi di variante indiana, su due persone venute a contatto con cittadini bengalesi. Dopo il sequenziamento rapido del genoma da parte dell'Istituto zooprofilattico, si attende la conferma.

Eppure continuano a essere in tanti a rifiutare il vaccino. Dei 70.592 ultra settantenni del territorio, a ieri mattina avevano iniziato la profilassi solo in 32.996 (46.7%), cui aggiungere i 12.482 già prenotati (17.7%). Di questi, 5.200 sono stati vaccinati dai medici di famiglia.

«Lavoriamo perché nessuno resti escluso, ma continuiamo ad avere in mente le priorità» spiegava ieri il dg Edgardo Contato, annunciando il rafforzamento della sinergia con i medici di base, con una disponibilità di oltre l'80%. «Sarà una settimana cruciale».

Lo dimostrano le 8 mila dosi distribuite loro, da somministrare entro domenica primo maggio a ultra settantenni e fragili. E sempre in settimana nel portale della Regione sarà attivata una sezione nella quale gli assistiti potranno prenotare la seduta vaccinale dal proprio medico. Questo, in aggiunta al canale diretto: chiamando direttamente l’ambulatorio. Obiettivo: coprire all’80% la fascia anagrafica e iniziare con la coorte successiva. Obiettivo centrato per gli ultra ottantenni, anche grazie alle 3.516 vaccinazioni domiciliari messe a segno nei tre “Vax Day”, di cui 2.887 effettuate da 293 medici di famiglia.

Per il momento, per intercettare gli ultra settantenni non si sta pensando ai “Vax Day”, ma l’organizzazione è in divenire. Se, ad esempio, i medici di famiglia riusciranno a somministrare le 8 mila dosi a questa fascia di età, la percentuale dei vaccinati sfiorerebbe il 75%; senza considerare le prenotazioni che quotidianamente vengono sbloccate. Certo è che domenica, al PalaExpo, sono andate deserte 400 sedute, altre 150 ieri.

Spiega Stefano Rigo di Fimmg: «Alcuni settantenni, sapendo che i loro medici di famiglia avrebbero iniziato a vaccinare negli ambulatori, hanno cancellato la prenotazione negli hub».

Ma la macchina non può rallentare. Alcune disponibilità al PalaExpo sono state trasferite a Mirano, Dolo a Venezia, dove la risposta è stata buona. Le vaccinazioni poi procedono spedite anche grazie alle nuove forniture: ieri sono arrivate 10 mila di AstraZeneca (riservate ai richiami, dall'8 maggio) e 19 mila dosi di Moderna, per tutto il Veneto. Mercoledì solo l’Usl 3 vedrà il frigo riempirsi con 21.500 dosi di Pfizer. —

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