Con la zona gialla pericolo assembramenti sulle spiagge del litorale veneziano 

Oggi, 25 aprile, su tutta la provincia, sono garantiti servizi anti assembramenti al livello delle scorse domeniche. Da lunedì 26 aprile si teme soprattutto la riapertura dei locali e il ponte del primo maggio nelle località balneari. Il prefetto ha convocato il Comitato di ordine e sicurezza pubblica

VENEZIA. Il quasi “tutti liberi” previsto dal regime di zona gialla che inizia domani preoccupa la Prefettura in vista del prossimo fine settimana. Tanto che il prefetto Vittorio Zappalorto ha convocato, sull’argomento, una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, per domani.

Per oggi, su tutta la provincia, sono garantiti servizi anti assembramenti al livello delle scorse domeniche.

Prefetto e forze dell’ordine, nonché le varie polizie locali, sono propensi a pensare che oggi la gran parte delle persone non si muoveranno, in attesa della zona gialla di domani.

Oggi si vedrà, anche se si attende un aumento di presenze lungo il litorale e in centro storico di Venezia, ma non in misura da creare grossi problemi di assembramento.

Il ponte del primo maggio, invece, è sicuramente a rischio, perché ristoranti e locali che possono aprire hanno plateatici all’aperto e come ad esempio a Jesolo, molti proprio sulla spiaggia. Stesso discorso per le altre località turistiche e per Venezia.

A questo si deve aggiungere il fatto che saranno aperti i chioschi in spiaggia. Sarà l’occasione per molti di prendere il primo sole, tempo permettendo. Già molte seconde case di padovani e trevigiani sono state riaperte in vista dell’estate.

C’è da scommettere che in molti, anche dalle province vicine, pur di stare all’aria aperta non guarderanno tanto se in cielo il sole splende e si dirigeranno verso il litorale del Veneto orientale, ma anche di Sottomarina.

Sempre rimanendo sul litorale, durante il Cosp i responsabili della sicurezza dovranno affrontare la questione degli stabilimenti balneari. A quanto pare molti titolari di queste strutture, il prossimo fine settimana, seguiranno l’esempio del loro collega che oggi a Jesolo ha aperto parte dei suoi ombrelloni. In diversi, si sono convinti, che ci sia un vuoto legislativo. Sempre che, nel frattempo, non intervenga un nuovo decreto governativo a fare chiarezza e a mettere con precisione dei paletti.

Ma la riunione di domani serve anche per studiare i metodi di controllo per applicare le norme relative alla ripresa degli spettacoli all’aperto, nei teatri e nei cinema. Anche perché è pensabile che molti locali cercheranno di organizzare spettacoli dal vivo per “trattenere” i clienti considerato il fatto che il coprifuoco, dalle 22 alle 5, rimane e quindi il popolo sella notte per il momento deve cambiare orario.

Il sistema dei controlli su litorale, su strade di accesso alle località balneari e in centro storico, quasi sicuramente si modulerà su quello sperimentato lo scorso anno alla riapertura dal lockdown.

Anche se è evidente che le direttive che arrivano dal ministero dell’Interno sono di non esasperare la situazione e di usare il buon senso. Basterà per evitare il contagio? In molti sono scettici. —



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