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Dolo, la Soprintendenza ordina scavi lungo il tracciato dell’elettrodotto

Una decina di punti sotto esame, rinviato l’avvio dell’abbattimento dei tralicci previsto per giugno. Terna nei mesi scorsi ha inviato al Ministero dello Sviluppo Economico l’istanza di autorizzazione per l’avvio dei cantieri

VIGONOVO. Sulla realizzazione dell’elettrodotto interrato fra Dolo e Camin pende ora la spada di Damocle degli scavi archeologici ordinati a Terna nei giorni scorsi dalla Soprintendenza. Gli scavi archeologici dovranno essere effettuati complessivamente in oltre una decina di punti, soprattutto a Vigonovo ma anche a Stra e Fossò.

Il rischio è che, se si dovessero trovare reperti archeologici o addirittura siti di rilevante importanza storica, i lavori, inizialmente previsti da giugno con il via all’abbattimento dei vecchi tralicci, slitterebbero in attesa di deviare il percorso o addirittura potrebbero essere temporaneamente sospesi. A spiegarlo è Andrea Danieletto, sindaco grillino di Vigonovo e referente dei Comuni sulla questione dell’elettrodotto che attraverserà la Riviera del Brenta.

Terna nei mesi scorsi ha inviato al Ministero dello Sviluppo Economico l’istanza di autorizzazione per l’avvio dei cantieri. Ma l’autorizzazione a questo punto arriverà solo in autunno, dopo cioè gli scavi ordinati dalla Soprintendenza.

«Nei giorni scorsi», spiega Danieletto, «è arrivata da parte di Terna la richiesta ufficiale ai Comuni interessati di scavi per verificare se sul tracciato dell’opera che verrà realizzata sottoterra c’è la presenza di reperti archeologici di epoca preromana, romana e medioevale e anche di periodi più recenti. Nel Comune di Vigonovo, ad esempio, gli scavi riguarderanno l’area del Brenta Cunetta nella frazione di Galta, dove potrebbero esserci reperti di epoca paleoveneta e comunque preromana, dell’anno 1000 avanti Cristo». Per Danieletto ora bisogna sperare che non si trovino resti di importanza rilevante, altrimenti saranno necessarie deviazioni del tracciato e nuove varianti. E i lavori, al posto del 2021, partirebbero chissà quando.

Stessa situazione a Stra. «Terna ci ha comunicato», spiega la sindaca di Stra Caterina Cacciavillani, «che anche sul nostro territorio saranno fatti degli scavi, soprattutto nelle zone di via Sassara e via Altinate che erano vie di comunicazione di epoca romana. È importante a mio avviso che tutti gli accertamenti siano conclusi prima di far partire i lavori in modo da non fermare cantieri avviati. Il nostro territorio è ricco di patrimonio storico e culturale che va rispettato e messo in sicurezza».

L’investimento tra Dolo e Camin per 140 milioni di euro permetterà lo scambio di energia tra le aree di Venezia e Padova. Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo elettrodotto in cavo interrato a 380 kV della lunghezza di circa 16,5 km e la demolizione di quasi 32 km di elettrodotti aerei oggi esistenti.

Saranno 123 i tralicci smantellati e circa 95 gli ettari di territorio liberati da infrastrutture elettriche. Solo a Vigonovo, tra i vecchi piloni che saranno demoliti ce ne sono cinque di grandi dimensioni. I comuni interessati dalla maxi opera invocata dai cittadini e dai comitati ormai da anni sono Dolo, Camponogara, Stra, Fossò e Vigonovo nel Veneziano e nel Padovano Saonara e il capoluogo. —

Alessandro Abbadir

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