Jesolo, ecco il fronte contrario alle privatizzazioni. «Lasciate libero quel pezzetto di spiaggia»

Dopo la proposta degli stabilimenti di allargare ulteriormente il tratto in gestione comincia a mobilitarsi il movimento del "No"

JESOLO. «Proteggere la spiaggia libera dai tentativi di usurpazione nell'ottica del profitto». Il circolo del Veneto orientale di Rifondazione comunista ora scende in campo per difendere gli ultimi lembi di arenile che quest'estate, con la giustificazione degli accorgimento e misure di sicurezza anti contagio, potrebbero essere fagocitati dai consorzi. Salvatore Esposito a Jesolo ha sensibilizzato il circolo su un tema molto discusso dopo la proposta di Federconsorzi che ha ricevuto il via libera del sindaco.  Ma oltre a Prc si stanno mobilitando sui social anche semplici cittadini che cercano di rendere davvero "pubblico", quello che è un bene inalienabile. Nei giorni scorsi anche gli aderenti al M5S si erano schierati contro l'idea.

A Jesolo si prospettano controlli e gestione dei consorzi anche fronte mare davanti alle concessioni e ai lati, pur lasciando la spiaggia libera. «Abbiamo per settimane sperato in un ripensamento da parte dell'amministrazione comunale e della Federconsorzi Arenili di Jesolo in merito al disegno di acquisire la gestione dei flussi dei bagnanti sulle spiagge libere di Jesolo», spiegano gli iscritti al circolo, «Riteniamo che tale disegno sia contrario ai diritti delle persone di godere liberamente di un essenziale bene pubblico. Il Covid non può essere la chiave usata per dare ulteriori concessioni ai privati. Questa scelta, per noi scellerata, va nell'unica direzione di sempre: favorire gli interessi dei privati».


«Come al solito a Jesolo» sottolinea Esposito «nessuna contestazione da parte del Pd. Il solito assordante silenzio da parte di un partito che tace su tutto ciò che si verifica a Jesolo. Noi vogliamo favorire il turismo di prossimità. Quel turismo che lo scorso anno ha salvato la stagione del litorale. Per tali motivi siamo pronti a costruire una forte e strutturata mobilitazione atta a contrastare in modo civile e democratico ma anche fermo e deciso il tentativo in atto di ridurre la possibilità di accesso alla spiaggia». —


 

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