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Fiocco rosa senza passare per l’ospedale. Zoe nasce nel lettone di mamma e papà

Un rapido travaglio, la telefonata alla Croce Verde. Valeria: «Grandissima emozione, tutto perfetto, naturale, sono stati fantastici» 

Cavallino in festa

Il fiocco rosa è arrivato direttamente in casa, dove è nata la meravigliosa Zoe, al peso di 3 chili e 880 grammi. È nata nel lettone della sua casa di Cavallino Treporti, dove dormono mamma Valeria Di Silvestro e papà Simone Scarabel. Alle 2.50 del 19 aprile, la piccola ha visto la luce dopo che mamma Valeria, che ha già un figlio, Daniele, di 21 mesi, si era recata all’ospedale di San Donà intorno alla mezzanotte pensando fosse arrivato il momento. Sentiva un forte dolore all’addome, ormai pensava di essere vicina al parto, ma non era ancora in travaglio e così i sanitari hanno pensato di non ricoverarla.


«Sono ritornata a casa», racconta la mamma 24enne «il tempo di riprendermi e fare una doccia e ho sentito ancora un dolore fortissimo. Ho capito che era arrivato il momento. Io e il mio compagno allora abbiamo chiamato la Croce Verde di Cavallino Treporti. Al telefono i volontari sono stati eccezionali, mi hanno calmata e hanno capito che ormai la piccola stava per nascere».

I volontari della Croce Verde, forti della loro esperienza e competenza come presidio sanitario per le emergenza sul litorale non hanno perso tempo e inviato sul posto un’autoambulanza con il personale già pronto. «La signora Amanda» ricorda mamma Valeria, «è entrata velocemente in casa e mi ha assistita: è stata fantastica. In quel momento mia figlia aveva deciso di nascere ed è stato tutto perfetto, naturale. Ci siamo stupiti tutti per come andata, viste le premesse. Una grandissima emozione, dobbiamo ringraziare davvero la Croce Verde di Cavallino Treporti per l’assistenza che ci hanno dato e l’estrema competenza, non dimenticheremo mai quei momenti».

Ora mamma Valeria e la piccola Zoe sono ricoverate all’ospedale di San Donà, ma tutto è andato per il meglio e tra poco saranno dimesse per ritornare a casa assieme a papà Simone che lavora come cameriere sul litorale e ha vissuto questa avventura minuto per minuto. Una festa che si è allargata subito ai parenti di Cavallino Treporti e anche a San Donà, dove vive la giovane “nonna” Sabina, mamma di Simone, che lavora al noto bar Capriccio.

Molte mamme e papà sul litorale hanno deciso di far nascere i loro figli a casa, in accordo con l’Usl 4 e l’ospedale di Jesolo. Da quando chiuse l’ostetricia all’ospedale di Jesolo, dopo le epiche battaglie di Daniele Bison e Mario Pezzoli, i bambini del litorale nascono oggi tra gli ospedali di San Donà e Oderzo.

Ma ci sono famiglie che, in sicurezza, con l’assistenza del personale sanitario, fanno nascere i bambini in casa con la garanzia di vedere scritto sulla carta d’identità nati a Jesolo o Cavallino Treporti.

Molti residenti sul litorale chiedono ancora che all’ospedale di Jesolo possa tornare il reparto di Ostetricia, che all’epoca della chiusura garantiva più parti dell’ospedale di Portogruaro oggi, addirittura cinque volte tanto. —


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