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Covid, nel veneziano un anziano su sei sfugge alla vaccinazione

Nella tre giorni di “Vax day” la copertura si ferma al 78% degli over 80. L’Usl mette in campo i medici di base

MESTRE. Un ultra ottantenne veneziano su sei dice no al vaccino. Si è rivelata un flop la tre giorni vaccinale ad accesso libero dell’Usl 3, con un bilancio fermo ad appena 1.183 anziani presentatisi ai “vax point”, in un totale di 8.200 persone che avrebbero avuto diritto alla somministrazione senza prenotazione.

Dopo i tre “Vax Day”, la percentuale dei vaccinati tra gli “over 80” è dunque salita ad appena il 78% (sono 44.006 su 56.763), ben al di sotto dell’obiettivo del 90%. Per questo sarà necessario imprimere un cambio di rotta, con le vaccinazioni domiciliari con dosi Pfizer e Moderna degli ultra ottantenni allettati, di cui si occuperanno i medici di base.

Obiettivo: 3.511 somministrazioni domiciliari in due giorni - mercoledì e giovedì -, da parte di 320 medici di famiglia del territorio, che in quei due giorni chiuderanno i rispettivi ambulatori, contando sul supporto delle guardie mediche. Una sessantina, per ora, i camici bianchi che hanno deciso di non prendere parte alla campagna, ma la percentuale degli astenuti sale dal 15% a oltre il 20% nel centro storico, dove l’organizzazione è più complessa. Qui potrebbero scendere in campo Usca e infermieri dell’Usl.

LE VACCINAZIONI DOMICILIARI

«Abbiamo chiesto aiuto ai medici di famiglia, perché conoscono meglio di tutti le necessità delle persone più fragili che vivono in questo territorio» ha spiegato ieri il direttore generale dell’Usl 3, Edgardo Contato, firmando l’accordo raggiunto con i tre sindacati Fimmg, Snami e Smi. La platea degli anziani ultra ottantenni allettati si è ridotta dai quattromila a 3.551. «Alcuni si sono trasferiti altrove oppure si trovano nelle case di riposo, mentre altri hanno rifiutato la profilassi» precisa Contato.

«La nostra capillarità nel territorio e la nostra conoscenza dei pazienti ci identificano come protagonisti ideali per la vaccinazione» sostiene Luca Campanini, segretario di Smi. I medici di famiglia andranno nelle farmacie e nelle sede distrettuali, raccogliendo le siringhe già predisposte e i kit per l’emergenza. Quindi avranno a disposizione sei ore per completare tutte le vaccinazioni, come richiede la catena del freddo. «La situazione del Veneziano è particolarmente complessa, vista la coesistenza di centro storico, isole, zone cittadine e zone rurali»evidenzia Stefano Rigo di Fimmg.

GLI ULTRA OTTANTENNI

Se i 3.551 ultra ottantenni allettati verranno effettivamente tutti vaccinati, l’Usl conta di raggiungere il 90% delle vaccinazioni in quella fascia anagrafica. In realtà, il dato si fermerebbe all’84% ma, nei suoi calcoli, l’azienda sanitaria esclude i 1.535 che hanno rifiutato il vaccino (il 3%), i domiciliati altrove (l’1%) e i non eleggibili per una recente positività (l’1%). Per il momento, comunque, la profilassi è iniziata per il 78% degli anziani, 273 dei quali hanno prenotato il vaccino per i prossimi giorni.

Rimangono esclusi quanti hanno esplicitamente rifiutato la profilassi ma, soprattutto, i 6.582 anziani che non sono stati intercettati dall’Usl. Un’enormità, il 12% dell’intera platea. Sono gli anziani che non hanno risposto alle lettere, alle telefonate e che non si sono presentati ai tre “Vax Day”. «Li solleciteremo» spiega il dg. —

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