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Bruciava cartoni per scaldarsi: a Dolo denunciata senzatetto 45enne

È finita nei guai per danneggiamenti la donna nigeriana che ogni sera dormiva sotto il duomo. I servizi sociali del Comune avevano cercato di aiutarla ma lei ogni mattina tornava a Padova 

DOLO. Bruciava carta e cartone che rastrellava dai cassonetti dell’immondizia per potersi riscaldare alla sera. Tant’è che alla fine ha provocato dei danni in un’area a ridosso del duomo di San Rocco, in pieno centro a Dolo.

Ora la senzatetto 45enne di origine nigeriana che da un po’ di tempo arrivava da Padova ogni sera per dormire, è stata denunciata dai carabinieri, con l’accusa di danneggiamenti e occupazione di proprietà privata.

Aveva annerito e provocato danni alle mura a ridosso della chiesa dove aveva deciso di dormire ogni notte. Ogni sera da mesi, infatti, la donna arrivava in bus da Padova e, verso le 22, si sistemava vicino alla chiesa.

I fatti erano stati denunciati tante volte dai parrocchiani, che vedevano la sera accendersi piccoli roghi. In questi mesi sia il Comune che la parrocchia hanno cercato di aiutare la senzatetto, ma la donna non ha mai voluto essere aiutata. La 45enne è stata allontanata da dove si trovava, portata in caserma e identificata. Il Comune ha stabilito anche di darle il necessario aiuto medico.

«Da mesi stiamo cercando con dei mediatori culturali», spiegano il sindaco pro tempore Gianluigi Naletto e l’assessora Chiara Iuliano, «di risolvere la questione. Abbiamo cercato di trovarle una sistemazione alternativa, ma lei dice di essere una sciamana, che doveva stare vicino alla chiesa di Dolo per poter interagire meglio con gli spiriti».

Durante i mesi invernali, nonostante le rigide temperature diceva di non sentire freddo, raccontano gli amministratori pubblici. «La donna, dopo aver passato le notti in via Dauli dietro alla sacrestia, il campanile e la chiesa di San Rocco», spiega ancora il sindaco pro tempore, «riprendeva alla mattina l’autobus e si recava di nuovo a Padova. In tutto questo tempo siamo rimasti in contatto con le associazioni culturali di Padova, che l’hanno seguita nel corso degli anni».

Per la 45enne, dopo essere stata allontanata da dove si trovava, identificata e portata in caserma in via Arino, è stato disposto l’aiuto medico di cui ha bisogno in questo momento. —

Alessandro Abbadir

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