Venezia, scuola in presenza non garantita: pochi i mezzi e rebus capienza

Le aziende pubbliche di trasporto chiudono: «Con la capacità delle corriere al 50% è impossibile assicurare il servizio per tutti gli istituti, meglio alzarla al 75%»

MESTRE. Permettere il ritorno in aula al 100% degli studenti delle scuole superiori, garantendo trasporti in sicurezza, senza appesantire ulteriormente il traffico, con un servizio da riorganizzare in meno di una settimana. Sarà l’oggetto degli incontri in programma in questi giorni, che vedranno sedere intorno allo stesso tavolo aziende di trasporto, Ufficio scolastico regionale e dirigenze delle scuole, con coordinamento del prefetto Zappalorto.

Obiettivo, ricalibrare il trasporto pubblico, da lunedì 26 aprile, con il carico di ulteriori 17 mila studenti. Ma, alle condizioni attuali, con la capacità dei mezzi che è ferma al 50%, sono le stesse aziende di trasporto a fare un passo indietro: «Così non ce la facciamo».

Actv ad oggi prevede 600 corse al giorno garantite da 260 autobus, di cui un centinaio forniti dai privati. L’azienda comunale ha esaurito il suo parco mezzi e, basandosi esclusivamente sulle sue forze, non è in grado di andare oltre. «Ma anche i privati non riuscirebbero a fornire più di una quindicina di autobus aggiuntivi. Non possiamo inventarci mezzi che non esistono» sostiene Massimo Fiorese, proprietario de “La linea”, subaffidataria di Actv e di cui Martini è partecipata al 100%. «Come Martini, non riusciremmo ad aggiungere più di altri due – tre mezzi, anche perché alcuni autobus ci servono per altri servizi».

Un ulteriore aiuto potrebbe arrivare da Brusutti ma, anche in questo caso, è un sollievo consentito dall’aggiunta di poche unità di mezzi. «Abbiamo messo a disposizione 13 autobus. Potremmo fornirne qualche altro in più, però più di tanto non possiamo fare» spiega Marisa Volpato, direttrice generale della società. «Confidiamo che la percentuale di capienza dei mezzi sia portata almeno al 75%». Gli altri autobus arrivano da Gottardo, Auriga, Bonaventura, Favotto e Tiso: una ventina in tutto.

Il nodo intorno a cui ruota l’intera partita consiste appunto nella capacità massima con cui i mezzi potranno viaggiare, che dovrebbe rimanere invariata. «Ma non è pensabile organizzare il ritorno a scuola al 100%, continuando a limitare al 50% la capacità degli autobus» sostiene Fabio Turchetto, presidente di Atvo.

In numeri assoluti, questo significa che negli autobus di linea possono viaggiare fino a 40 persone, appena 25 o 27 nei turistici, dove è proibito stare in piedi.

«Alcuni viaggiano al limite, altri con tre – quattro persone a bordo. Dipende dalle tratte» evidenzia Fiorese. Mentre Turchetto, parlando del servizio nel Veneto orientale: «Implementeremo il servizio ma, se la capienza rimarrà al 50%, avremo un grosso problema di reperibilità dei mezzi. Non capisco perché far tornare i ragazzi a scuola al 100% per un solo mese. Quando saremo riusciti a organizzare tutto, la scuola sarà terminata. Adesso stiamo muovendo circa 200 bus in un parco complessivo di 400, ma molti non sono utilizzabili per il trasporto scolastico».

Per questo nei mesi scorsi, ai diversi tavoli prefettizi si era lavorato per una capacità del 75%, «per trasporti in sicurezza» spiega Turchetto. Insomma, da un lato non ci sono i mezzi; dall’altro, se pure questi si dovessero trovare, rimarrebbe un enorme problema di traffico, dato che la viabilità è già stata messa a dura prova negli orari di entrata e di uscita da scuola. Anche per questo, i dirigenti stanno lavorando per trovare le soluzioni migliori per il ritorno in aula. Tra quelle che godono di maggiore fortuna, sicuramente il ricorso agli ingressi e alle uscite scaglionati. —

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