Contenuto riservato agli abbonati

Nuovo rettore Iuav. Albrecht il primo a scendere in campo: «Mi candido in continuità con Ferlenga»

Il direttore della Scuola di dottorato e ordinario di Progettazione punterà molto sull’internazionalizzazione dell’ateneo

VENEZIA. È il primo a uscire allo scoperto, dichiarando ufficialmente l’intenzione a candidarsi a nuovo rettore di Iuav prendendo il posto di Alberto Ferlenga, il cui mandato scadrà a ottobre. Ma il nuovo rettore sarà eletto, on line, già il 23 e 24 giugno.

E il professor Benno Albrecht, 64 anni, bresciano,ordinario di Architettura e Progettazione urbana e direttore della Scuola di dottorato di Iuav sarà della partita, in rappresentanza dell’area di Composizione, la più vasta dell’ateneo.


Ma con lui dovrebbero scendere in lizza per il rettorato anche il professor Ezio Micelli, docente di Estimo e di Valutazione economica del progetto e la professoressa Laura Fregolent, ordinaria di Tecnica e Pianificazione urbanistica.

Professor Albrecht, come mai ha deciso di candidarsi a rettoredi Iuav?

«Mi è stato chiesto da più parti, anche perché ho partecipato in prima persona, anche come direttore della Scuola di dottorato, alla gestione di questi anni portata avanti dal rettore attuale Alberto Ferlenga e punto perciò ad assicurare una linea di continuità, pur con le modifiche e le innovazioni che si renderanno naturalmente necessarie».

Ha già elaborato il suo programma?

«Ho già avuto degli incontri preparatori e sto predisponendone le linee-guida, ma c’è tempo fino al 28 maggio per depositarlo e voglio poi esporlo in anteprima all’assemblea di ateneo».

Come vede il futuro di Iuav in un momento che, ancora in piena emergenza coronavirus, non si presenta facile per gli atenei e per Venezia?

«Credo che il nostro ateneo abbia molte possibilità di intercettare il cambiamento in atto e di farsene protagonista. Trovo molto importante ad esempio che Iuav, con Ca’ Foscari e altri soggetti, si sia appena candidato per il progetto New European Bauhaus, lanciato direttamente dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen per progettare nuovi modi di vivere nelle città e nei territori del futuro, con l’obiettivo di ospitare a Venezia una delle cinque sedi dell’iniziativa».

Venezia, “orfana” della monocultura turistica, attraversa un momento molto difficile e le università e gli istituti di ricerca sono spesso indicati come una possibile alternativa per un nuovo modello di sviluppo della città. Lei ci crede?

«Assolutamente sì. Conosco la città, dove ho anche vissuto e sono convinto che abbia tutte le potenzialità per un nuovo modello di sviluppo. È la città che ha anticipato il modello di repubblica, che per prima ha affrontato il problema del restauro quando altrove si continuava a distruggere e che ora può essere un punto di riferimento internazionale per i problemi che riguardano la sostenibilità ambientale e in generale i cambiamenti climatici. Per questo sono ottimista sul suo futuro».

Questo passa anche attraverso una sempre maggiore internalizzazione dei suoi atenei e dei suoi istitutri di ricerca?

«È un aspetto essenziale. Ad esempio per Iuav in questi anni con Ferlenga abbiamo sviluppato lo Iuav Academics Abroad, che è una rete di ex laureati Iuav che ora hanno posizioni accademiche all’estero, per la condivisione di esperienza di ricerca e didattica nel mondo. La cosa impressionante è che sono più numerosi i docenti provenienti da Iuav che insegnano in università estere, rispetto ai docenti attuali che abbiamo qui a Venezia. Ma c’è anche un forte attaccamento rimasto nei confronti di questo ateneo, che lascia perciò la possibilità di ampi margini di collaborazione». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi