Maxi truffa a Mira: assegni scoperti anche per il pranzo di nozze

Così il sandonatese Matteo Buriollo, 41enne famoso per i suoi raggiri, aveva “pagato” i centomila euro alla famosa Osteria da Cera

SAN DONA'. Il lupo perde il pelo ma non il vizio ed ecco che ricompare, come regista di una truffa ai danni di risparmiatori, Matteo Buriollo, 41 anni, sandonatese di nascita ma “rifugiato” a Lignano Sabbiadoro da quando il clan Maritan lo sta cercando.

E sempre per una questione di soldi. Questa volta sarà processato a Udine insieme a quattro “compari” , per aver truffato una decina di risparmiatori del portogruarese e del vicino Friuli. E mentre era impegnato a raccogliere fondi e a non restituirli, aveva cercato pure di pagare con assegni scoperti il pranzo del suo matrimonio da “mille e una notte” al ristorante “Antica Osteria da Cera” in Riviera del Brenta. Pranzo che gli è costato 100 mila euro.

Con lui sono imputati Edi Dovier, 68 anni, Latisana; Plinio Daneluzzi, 65 anni, Gruaro; Barrie Tuggey, 71 anni, Lignano Sabbiadoro; Cristian Paccini, 41 anni, Lignano Sabbiadoro.


La truffa era stata studiata alla perfezione e i vari attori assumevano ruoli che nella vita reale non avevano. Del resto Buriollo è un esperto e non da poco.

Plinio Daneluzzi, sfruttando la conoscenza con i risparmiatori truffati, riconducibile anche alla propria attività lavorativa di ragioniere commercialista in zona e in un caso anche assumendo la falsa identità del notaio Paolo Talice di Treviso, riusciva a convincere i risparmiatori a investire in quello che proponeva Matteo Buriollo che si presentava come Maurizio Basso, capo area della Banca Intesa San Paolo.

Ma non era finita. Infatti telefonicamente interveniva poi Barrie Tuggey, che diceva di essere un ispettore della Grenke Locazioni srl di Milano, e di occuparsi delle operazioni di investimento sulla piazza di Milano. Naturalmente si accorda prima al telefono con Buriollo per cosa dire ai vari risparmiatori.

Edi Dovier e Cristian Pacini, invece avevano il compito di raccogliere il denaro e di trasferirlo ai tre principali attori della truffa. In alcuni casi convincevano le vittime a prestare loro denaro raccontando di gravissime e inesistenti difficoltà economiche o di salute con conseguenti problemi familiari. Naturalmente inesistenti. Prestati i soldi, promettevano una restituzione veloce e con gli interessi.

Poi ci sono i casi dove il risparmiatore ha consegnato loro parecchio denaro perché c’era la promessa di vantaggiose operazioni finanziarie di investimenti vari, sotto la supervisione della Grenke Locazioni s.r.l. di Milano (ossia di Tuggey).

E di soldi ne hanno raccolti parecchi. C’è chi ha consegnato loro anche 400 mila euro in contanti, altri 100 mila. La media si aggirava sui 15 mila. Ma sono cadute vittime della truffa persone che hanno consegnato 2/3 mila euro. Alla fine non solo non hanno visto gli interessi, ma manco quello che pensavano di avere investito. I risparmiatori versavano il denaro con vari sistemi: dal contante ad assegni, da bonifici bancari al Postepay. I due che avevano il compito della racconta si tenevano per ogni commissione dai 50 ai 100 euro. Una volta raccolto il denaro doveva sempre essere consegnato a Buriollo attraverso Postepay.

Il processo inizierà in Tribunale a Udine il 1º luglio prossimo. —

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