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Sequestri a raffica: così Hudorovic ha acquistato case e terreni

L'indagine dei carabinieri: risulta ospite della compagna in una casa comunale di piazza Emmer. Tra il 1997 e il 2011 ha dichiarato reddito zero

Ha la residenza in un alloggio popolare, in piazza Emmer a Marghera, Romeo Hudorovic, 46 anni, nei confronti del quale mercoledì è scattato il sequestro preventivo di due terreni (un terreno edificabile e uno destinato a frutteto) a Cavallino-Treporti, non intestati a lui ma - secondo la procura - a lui riconducibili.

Novemila metri quadrati in lungomare Alighieri. Le primi verifiche sull’abitazione di Marghera sono state fatte in una riunione dell’ufficio Casa e Servizi sociali di Ca’ Farsetti. 

Hudorovic, stando alle verifiche, non è intestatario del contratto d’affitto, ma risulta registrato come ospite della compagna, Ivanka Brusadin, la stessa alla quale sono intestati una serie di beni che, secondo le verifiche dei carabinieri, sono invece riconducibili allo stesso Hudorovic. E comunque nella disponibilità della famiglia.

Ora il Comune aspetta l’informativa dei carabinieri e, sulla base di quanto previsto dalla legge regionale sugli alloggi popolari, deciderà se ci sono gli estremi per la revoca dell’appartamento. A carico di Hudorovic ci sono una serie di condanne per reati, anche di stampo associativo, compiuti dal 1993 al 2012.

L’acquisto dei due terreni sequestrati a Cavallino, per un valore di 160 mila euro, risale all’aprile del 2010, eppure le indagini dei carabinieri della compagnia di Mestre hanno accertato che Hudorovic e la compagna sono formalmente risultati privi di qualsiasi reddito tra il 1997 e il 2005.

Nel solo 2006 Hudorovic ha dichiarato 3212 euro, mentre tra il 2007 e il 2011 è risultato privo di reddito. C’è la prova quindi, secondo il tribunale, che quei terreni sono stati acquistati grazie ai proventi di attività illecite. A giugno il giudice si dovrà esprimere sulla confisca definitiva delle due aree di Cavallino, così come di una serie di altri terreni e immobili messi nel mirino dei carabinieri e degli approfondimenti del sostituto procuratore Francesca Baccaglini.

Si tratta di alcuni immobili in via di costruzione in via Peressina a Meolo, intestati alle figlia, e acquistati nel 2017 con soldi provenienti dai conti del padre. Per il tribunale però, poiché dal 2012 Romeo Hudorovic si è astenuto dal commettere delitti, non c’è la prova che gli immobili siano stati acquistati con soldi guadagnati in modo illecito. Anche perché pochi mesi prima lo stesso Hudorovic aveva venduto una casa a Dese per 206 mila euro, e quindi disponeva di risorse liquide.

Lo stesso si può dire per il terreno di Favaro Veneto, acquistato per 5 mila euro nel settembre del 2017 mentre per l’immobile di Oriago di Mira, acquistato sempre nel settembre del 2017 e intestato a un membro della famiglia Levak, per il tribunale non c’è la prova che - nonostante un assegno circolare di 35 mila euro girato a Levak da Hudorovic pochi giorni prima dell’acquisto - il terreno sia riconducibile a quest’ultimo.

Gli approfondimenti nei confronti di Hudorovic sono scattati dopo che un anno fa è stato arrestato, insieme ad altre tre persone, dopo essere stato trovato in possesso di una borsa con dell’esplosivo sulla rotonda di Marghera, sotto la tangenziale, senza che sia mai stato chiarito l’utilizzo che di quell’esplosivo doveva essere fatto. Da un anno Hodorovic, che per quell’episodio è stato condannato a 4 anni e 6 mesi, si trova in carcere. —


 

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