Contenuto riservato agli abbonati

Fugge in auto senza patente, si difende così: «C’era un ladro alla guida»

Chiuse le indagini su un singolare caso accaduto a Dolo, dove un uomo di 37 anni non si era fermato all’alt di una pattuglia dei carabinieri

DOLO. Senza patente, non si ferma all’alt di una pattuglia dei carabinieri in centro a Dolo e i militari lo inseguono per le strade del paese. L’uomo, M.S. di 37 anni residente a Mira, con una condotta spericolata come ricostruito dalle forze dell’ordine e dalla Procura di Venezia che ha condotto le indagini, ha saltato semafori rossi, ha rischiato di provocare incidenti ed è sfuggito anche all’appostamento che i militari dell’Arma avevano fatto davanti a casa.

Al mattino seguente ha denunciato che l’auto gli era stata rubata e che dunque non era lui alla guida. E che poi l’aveva, guarda caso, ritrovata. Il fatto è avvenuto nell’aprile del 2018. Ora il pubblico ministero titolare del fascicolo ha chiuso le indagini.

L’uomo, pregiudicato e senza patente, era incappato in un posto di blocco dei carabinieri che gli avevano intimato l’alt per dei controlli segnalandolo con i lampeggianti. A quel punto, invece di fermarsi, il 37enne aveva proseguito la sua corsa a folle velocità.

I carabinieri lo avevano inseguito per le strade del paese. Una fuga in cui l’uomo aveva violato in ripetute occasioni il codice della strada rischiando di travolgere passanti ed automobilisti. I carabinieri di Dolo, risalendo dalla targa dell’Alfa Romeo, lo avevano raggiunto davanti alla sua abitazione a Oriago di Mira, ma anche in quell’occasione era riuscito a dileguarsi.

Il colpo di scena però era arrivato il giorno dopo quando i carabinieri avevano visto arrivare a piedi il 37enne in caserma in via Arino a Dolo. Era andato per denunciare il furto dell’auto che a suo dire gli era stata rubata davanti ad un bar di Dolo la sera prima. Insomma, stando alla sua versione, a bordo di quell’auto non c’era lui, che non era nemmeno dunque il protagonista di quella fuga da film per le strade del paese.

Ovviamente le forze dell’ordine e la Procura non gli hanno creduto e gli hanno notificato la conclusione delle indagini. Dovrà rispondere davanti alla magistratura, difeso dall’avvocato Alessandro Menegazzo, delle accuse di aver forzato l’alt della pattuglia dei carabinieri e di aver simulato il furto della sua automobile che fatalità era stata ritrovata dallo stesso M.S. poco distante da casa. Proprio un vero colpo di fortuna, a suo dire. Il ladro si era fatto un giro e poi l’avrebbe abbandonata. Una storia giudicata inverosimile dagli investigatori. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi