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Spiagge aperte dal 15 maggio a Jesolo e Bibione

Il ripascimento degli arenili è andato avanti senza mai fermarsi e ora tutti i siti sono quasi pronti

JESOLO. Ripascimento garantito da Jesolo a Bibione, ruspe all’opera per avere le spiagge pronte il 15 maggio. Gli operatori delle due località concordano sulla date di inizio stagione. Il presidente della Federconsorzi di Jesolo, Renato Martin, è soddisfatto dell’intervento in corso tra la zona est del lido, in Pineta, e i vari tratti in cui è stato necessario il ripascimento.

«Abbiamo stoccato circa 40 mila metri cubi di sabbia», spiega Martin, «che si aggiungono a quella già accatastata dalla Regione con il dragaggio alla foce del Piave e quindi abbiamo a disposizione 80 mila metri cubi. A questi si aggiungono poi altre migliaia di metri cubi di sabbia con la duna di protezione davanti ai consorzi. Per la sabbia, dunque, non ci saranno problemi. Dopo i cinque pennelli in roccia realizzati in Pineta, ci sono altri cinque debitamente rinforzati con la parte finale a “Y” che servirà a fermare e frangere la forza del mare».

A Bibione, l’altra spiaggia che assieme a Jesolo è stata maggiormente colpita dalla mareggiate della stagione invernale, i lavori procedono con altrettanta celerità. Sono 40 mila i metri cubi di sabbia trasportati sulla spiaggia di Bibione, nel tratto dalla spiaggia di Pluto a Via Maia, per le operazioni di spianamento che dovrebbero concludersi anche qui per il 15 maggio.

Assieme al ripascimento, la Bibione Spiaggia terminerà anche il posizionamento ombrelloni e lettini. Il presidente di Bibione Spiaggia Gianfranco Prataviera, sempre in contatto con il sindaco Pasqualino Codognotto, sta seguendo da mesi queste operazioni per arrivare puntuale per la partenza della stagione estiva.

«Siamo arrivati a buon punto», spiega Codognotto, «per quanto riguarda gli interventi di cui necessita la spiaggia. Purtroppo, anche quest’anno i danni sommati a quelli dell’anno prima sono stati ingenti. Da tempo dobbiamo fare i conti con sconvolgimenti atmosferici che creano problemi al nostro territorio e che sono diventati ormai una costante. Tutti assieme, dobbiamo farci sentire, per cercare rapide soluzioni. Il clima pazzo, come lo chiamano anche gli agricoltori, va affrontato con concretezza. Vogliamo fare la nostra parte». —

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