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Test nelle scuole veneziane sentinella: un positivo al Covid su 500 tamponi

Via allo screening nel Veneziano, prelievi a studenti e personale del Polo Tecnico. I medici: «Dato che ci aspettavamo, sono tutti rientrati dopo la zona rossa»

VENEZIA. Un solo positivo su 416 studenti controllati, zero tra l’ottantina di operatori scolastici. E se, come da finalità del progetto, il risultato per ora confinato entro le mura del Polo tecnico-professionale lagunare può essere “moltiplicato” e applicato a tutte le scuole della provincia, allora è sicuramente un dato che fa ben sperare. Ha avuto avvio lunedì mattina, nei quattro plessi del Polo tecnico – professionale di Venezia, la campagna di screening (con tamponi rapidi) all’interno delle “scuole sentinella”, gli istituti veneti che sono stati selezionati per fungere da “termometro Covid” regionale. Nella nostra provincia, la scelta è ricaduta sulla scuola veneziana, sul liceo Majorana di Mirano e sulla scuola media Furlan di Spinea, i cui studenti di terza saranno chiamati a effettuare i tamponi nella modalità “fai da te”.

I due istituti superiori sono stati scelti perché rispondevano a due criteri: l’elevato numero di iscritti, ma anche un’offerta che rispondeva da un punto di vista “scientifico” al fine del progetto. Al Polo tecnico professionale – l’unico istituto a essere già partito, insieme a uno di Legnago nel Veronese – l’adesione è stata del 90%, per un totale di circa 1.100 studenti e 300 operatori scolastici che saranno controllati un paio di volte al mese.


«Siamo la prima scuola ad avere iniziato il progetto. Per il momento è stato un vero e proprio collaudo per noi e per gli operatori sanitari, di cui siamo felici e orgogliosi», le parole del dirigente dell’istituto lagunare Michelangelo Lamonica, «Sicuramente è stato molto emozionante. È andato tutto bene, anche grazie alla collaborazione dei nostri studenti e degli insegnanti, e grazie alla disponibilità delle quattro squadre di operatori. Lunedì prossimo ripeteremo l’esperienza con l’altra metà della scuola».

Lunedì nella sede centrale dell’istituto veneziano è stato chiamato a fare tamponi persino Vincenzo Baldo, professore ordinario di Igiene e Medicina preventiva all’Università di Padova, nonché coordinatore del progetto regionale.

«In tutto eravamo 15 operatori con il supporto di due uomini dell’Usl 3, per un totale di quattro squadre divise tra altrettanti plessi», spiega Baldo che oggi sarà impegnato in un istituto di Treviso sempre per eseguire i tamponi, «Ci attendevamo una percentuale di contagio così bassa, con un solo caso individuato, perché i ragazzi sono appena tornati a scuola, arrivando da un lungo periodo di zona rossa. Certo, stiamo pur sempre parlando di un progetto pilota, ancora alla sua fase iniziale, ma in cui crediamo molto. Per tirare le somme, però, dovremo attendere ancora alcune settimane».

L’unico ragazzo positivo al test rapido è stato immediatamente segnalato all’Usl 3 e preso in carico dalla stessa azienda sanitaria. Sarà sottoposto a un tampone molecolare di conferma con l’avvio dell’iter che è normalmente previsto in queste situazioni. Ieri, comunque, è stata una giornata ricca di entusiasmo tra i quattro plessi dell’istituto, nella sede centrale del Venier e nei tre secondari del Corner, palazzo Testa e Fermi. I ragazzi lo erano, gli operatori pure: tutto è filato liscio tra palestre e auditorium utilizzati eccezionalmente come hub per i tamponi. Ieri è stata testata metà dell’intera platea. Lunedì prossimo, grazie alla rotazione degli studenti, presenti in aula solo al 50%, si procederà con l’altra metà. —



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