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Accordo Belstaff esodo incentivato dopo la Cigs

Nicola Brillo
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Accordo raggiunto tra Belstaff, rsu e sindacati, che garantisce da 11 a 21 mensilità di retribuzione al termine della Cigs. Ieri nella sede di Assindustria Venetocentro a Treviso è stata raggiunta l’intesa «per garantire un esodo incentivato modulato per fasce di anzianità per tutti i 46 dipendenti», per la maggior parte donne, del noto marchio ora di proprietà del gruppo britannico Ineos. «Malgrado la chiusura del sito, siamo soddisfatti dall’accordo» spiega Massimo Messina, segretario Filctem Cgil Treviso. «Un accordo che definisce i tempi e mette in piedi un piano di tutele, percorsi formativi e garanzie economiche per i lavoratori. Agli ammortizzatori sociali saranno, inoltre, agganciati percorsi di formazione finalizzati al ricollocamento». Si prevede l’apertura della Cassa Integrazione Straordinaria (settembre 2021) fino al massimo di un anno. Al termine saranno garantite da un minimo di 11 a un massimo di 21 mensilità di retribuzione. Il mese scorso la ceo di Belstaff Fran Millar aveva annunciato ai lavoratori della chiusura della sede di Mestre: «Dopo una dettagliata disamina abbiamo preso la decisione strategica di consolidare le funzioni core business negli uffici di Londra». Sono così iniziate le trattative e dopo una serie di incontri tra i rappresentanti dei lavoratori e proprietà, si è giunti all’accordo di ieri. «La consultazione sindacale si è svolta in un clima di grande collaborazione» spiega l’avvocato Francesca Romana Grasso di Flag Legal Network di Roma, per conto del gruppo Ineos. «Verranno assicurati tutti gli strumenti di protezione attiva attualmente messi a disposizione dall’ordinamento». La rinascita del brand di abbigliamento Belstaff, dopo una serie di alti e bassi, era partita proprio dal Veneto. Era stato Franco Malenotti, imprenditore romano, a rilanciare il marchio. Nel giugno 2011 è stato ceduto alla holding finanziaria Lebelux, e sei anni dopo nuovo passaggio di Belstaff a Ineos. —

Nicola Brillo

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