Pasquale a processo: vive davanti al Tribunale di Venezia ma i messi non lo trovano

Il tribunale di Venezia e il clochard

E' un clochard tra i più conosciuti a Venezia: da anni ha eletto piazzale Roma a propria residenza. In un grande carrello da supermercato ci sono sacchetti con le sue cose 

VENEZIA. Pasquale Aita è clohard tra i più conosciuti a Venezia: da anni ha eletto piazzale Roma a propria residenza e, dopo essere stato allontanato dall’ingresso dell’autorimessa comunale, ha letteralmente messo su “casa” nel piazzale davanti all’ingresso della Cittadella della Giustizia, un grande carrello da supermercato con i sacchetti con le sue cose, la notte la tenda sotto tettoia del Palazzo di giustizia, il giorno il muretto usato come tavola da pranzo o prendere il sole, salutando chi entra e esce dal Tribunale.

Ogni tanto perde il controllo: come quando, qualche settimana fa ha dato un punto a un magistrato, che lo riprendeva per il suo vociare ad alta voce. O come quando - e veniamo al processo di giovedì, che lo vede imputato - ha colpito madre e figlia che stavano raggiungendo l’autobus per Campagna Lupia, colpendole con un tamburello sulla testa, apostrofandole con accuse di essere terroriste inneggianti ad Allah e insultandole. Lesioni con l’aggravante di un uso di un’arma (il tamburello) e di aver agito per odio razziale.


Il processo si è aperto e subito rinviato al 9 giugno, con una motivazione singolare, stante la quotidiana presenza di Pasquale Aita in piazzale Roma: mancata notifica dell’atto di citazione. Non è stato trovato dai messi.


 

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