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Aggressione sessuale a Rialto, tre anni di pena

Condannato dal Tribunale un uomo che ha inseguito e tentato di abusare di una donna, in una notte d’agosto

VENEZIA. Per una giovane donna di passaggio a Venezia per lavoro, la notte dell’8 agosto della scorsa estate, si è trasformata in un incubo: uscita per comprare le sigarette al distributore automatico, era stata prima seguita, poi sbattuta contro un muro e quindi aggredita sessualmente nella notte, in piena città, a Rialto.

Si era ritrovata addosso le mani viscide di Hitme Trabelsi, alias Haitem, trentenne cittadino tunisino in Italia senza fissa dimora, immortalato nella sua aggressione non solo dalle videocamere di sorveglianza sparse in zona, ma anche da quella del distributore di sigarette. Più volte ha cercato di abbassarle gli slip, mentre la investiva con parole volgari.

Mercoledì il Tribunale di Venezia lo ha condannato a 3 anni di reclusione, derubricando però l’accusa da violenza sessuale a tentata violenza. La pubblico ministero Alessia Tavarnesi aveva chiesto una pena più pesante, per il reato maggiore, a 5 anni e 4 mesi di reclusione.

A salvare la giovane era stata la sua pronta reazione. Si era messa a gridare, pur nel silenzio della notte veneziana. Era così riuscita a divincolarsi e a correre, facendo anche partire dal cellulare la chiamata di emergenza al 112, mentre l’uomo continuava a incalzarla e rincorrerla. Un vero incubo. Al telefono - mandando in zona i soccorsi - l’operatore del centralino di emergenza dei carabinieri le aveva suggerito di continuare a camminare, finché non avesse trovato qualche passante per strada.

Ed è stato così che all’imbarcadero di Rialto, la donna abbia trovato in alcuni passeggeri in attesa del vaporetto l’aiuto sperato, mentre l’uomo - ha poi raccontato - le passava accanto sorridendole, per poi dileguarsi. È accaduto tutto nelle calli attorno a San Salvador.

Così, mentre la giovane veniva soccorsa all’ospedale civile sotto choc, con il viso arrossato dallo schiaffo ricevuto, era iniziata la caccia all’uomo. A mettere i carabinieri sulle tracce dell’aggressore, la precisa descrizione da parte della vittima: un racconto confermato dalle immagini immortalate delle molte telecamere di sorveglianza che si trovano in zona - pubbliche e private - che hanno ripreso tutto: dal primo violento approccio sessuale fino a quando lui la trascina in una calle, oscura. Gli investigatori scoprono così che si tratta di un trentenne cittadino tunisino, conosciuto con un paio di “alias” e già più volte denunciato. Passano alcuni giorni e si scopre che nel frattempo è stato arrestato per un’altra aggressione sessuale, del tutto simile, e si trova in carcere a Santa Maria Maggiore. Ora la condanna in primo grado. —



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