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Zappalorto: «I controlli sono continui. Il sistema dei subappalti è rischioso»

Il prefetto di Venezia descrive le ispezioni, anche recenti, al settore della cantieristica navale a Porto Marghera

VENEZIA. E' il sistema degli appalti e subappalti che comporta questi rischi. Ma del resto Fincantieri non sarebbe competitiva sul mercato internazionale se non utilizzasse pure lei gli appalti esterni. Succede in Francia e pure in Corea. Conosco il fenomeno degli appalti già da quando ero prefetto di Gorizia e mi dovevo occupare di Monfalcone, dove c’è uno stabilimento Fincantieri, L’unica cosa che possiamo fare è quella di vigilare. E i controlli in Fincantieri, ma anche in altre imprese non mancano».

Il prefetto Vittorio Zappalorto non è meravigliato di quanto emerso dall’indagine della Guardia di Finanza. Certo non è indifferente allo sfruttamento e le condizioni in cui certe imprese costringono i propri dipendenti: sfruttati, sottopagati, con le buste paga falsificate e senza vere tutele sociali.


Prefetto Zappalorto, non è possibile contrastare maggiormente questo fenomeno?

«Facciamo il possibile con controlli e ispezioni in tante aziende del territorio. Proprio alcune settimane fa abbiamo inviato alla Fincantieri un’ispezione della Guardia di Finanza e dell’Ispettorato del lavoro. Quando fai controlli qualche cosa di irregolare trovi sempre. Ma parliamo di cose riguardanti la sicurezza, che magari il lavoratore non rispetta: dal non indossare la mascherina a non utilizzare i guanti o altri strumenti di tutela personale. Cose che il datore di lavoro ha messo a disposizione ma che l’operaio per un qualsiasi motivo non usa. Ma nulla è stato contestato a Fincantieri. In Italia c’è una legge che regolamenta gli appalti e i subappalti. Ed è proprio questo sistema che crea le storture che vediamo. Poi in questo periodo di crisi tutto si accentua. Ma garantisco che i controlli vengono fatti e c’è la massima attenzione da parte ditutti gli enti preposti».

La crisi dovuta alla pandemia sta facendo strage di aziende. In questa situazione trovano humus fertile il malaffare e le associazioni criminali che investono capitali sporchi. A Venezia e provincia come sta andando?

«Male, stiamo registrando un consistente aumento del lavoro nero, anche tra chi ha sempre rispettato le regole, grande o piccola azienda che sia».

Come mai?

«La crisi che impedisce di produrre, non ha certo azzerato i costi di gestione delle imprese. Luce, gas, acqua ed altri costi non sono stati azzerati. Quindi molti imprenditori tagliano sulla voce personale. L’imprenditore quindi taglia sull’unica voce dove può farlo: il personale. Magari poi li riprende per farli lavorare in nero in attesa di tempi migliori. Altri addirittura hanno licenziato e poi fanno lavorare altre persone in nero. Purtroppo è un fenomeno che si sta allargando. Del resto uno prova di tutto per non chiudere l’attività. Poi stiamo monitorando soprattutto certi fenomeni che sono il preludio dell’investimento di capitali da parte della criminalità». —

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