Sanitari veneziani “no vax” a rischio sospensione

Edgardo Contato

Nell’Usl 3 gli operatori che hanno rifiutato la dose sono circa il 15%. Il dg Contato: «Dovranno motivare i rifiuti»

VENEZIA. Ammonta al 10-15% del totale la platea degli operatori sanitari, dipendenti dell’Usl 3, che finora hanno rifiutato il vaccino. E che ora rischiano grosso: se dovessero insistere nel diniego, in assenza di motivazioni valide alla base della decisione, potrebbero andare incontro a un demansionamento o alla sospensione (dal lavoro e dello stipendio) almeno fino al 31 dicembre del 2021.

Lo prevede il recente decreto legge del Presidente del Consiglio Draghi che, di fatto, introduce l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari che lavorano negli ospedali e nei servizi socio – assistenziali. Una norma di fronte alla quale gli stessi direttori generali delle aziende sanitarie e i direttori delle case di riposo hanno le mani legate.


«Stiamo completando il censimento, ma la percentuale degli operatori non vaccinati dovrebbe aggirarsi intorno al 10-15%», spiega il direttore generale dell’Usl 3, Edgardo Contato, proseguendo: «Ora dovremo capire le motivazioni alla base di questi rifiuti. Ci sono alcuni operatori che, in passato positivi, non potevano essere vaccinati nei tre mesi successivi alla negativizzazione. Per altri, il no è stato motivato dalle controindicazioni alla somministrazione».

La percentuale di questi ultimi dovrebbe comunque essere irrisoria. In questi casi, è possibile che si procederà con un ricollocamento dell’operatore in altro servizio, ma esclusivamente a tutela del lavoratore stesso e delle altre persone, ma il provvedimento non avrà certo finalità sanzionatoria. A rischiare sono soprattutto gli operatori “no vax” , vale a dire coloro che hanno rifiutato deliberatamente la dose, in assenza di una qualsiasi motivazione reale.

Spiega Contato: «Nei confronti di chi non vorrà vaccinarsi sarà applicato il decreto legge in vigore dal primo aprile». E quindi demansionamento e, se questo non dovesse essere possibile, sospensione dal lavoro, senza stipendio, fino alla fine dell’anno.

Una strada che, per il momento, non era mai stata percorsa nel Veneziano. Ma che, anche a fronte di alcuni contagi individuati nei giorni scorsi in ambito sanitario, sarà necessariamente battuta.

Anche per questo l’azienda sanitaria, nei giorni scorsi, ha spedito una lettera a tutti i suoi dipendenti che ancora non sono stati vaccinati, ricordando loro il contenuto del decreto Draghi. Ora starà soltanto a loro decidere come comportarsi con la profilassi. —



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