Contenuto riservato agli abbonati

Fincantieri si dice estranea all’inchiesta: «Noi, danneggiati da questi sistemi»

Lo stabilimento di Fincantieri a Marghera

«Ricordiamo che come azienda abbiamo firmato il protocollo di legalità e ci atteniamo scrupolosamente a quanto sottoscritto. Noi diamo la massima collaborazione agli organi inquirenti perché tutto questo ci danneggia», continua Fincantieri

VENEZIA. «È interesse di Fincantieri che questi comportamenti vengano contrastati. Perché danneggiano in primis i lavoratori, ma pure l’azienda», sottolinea l’azienda che si dice estranea a tutta la vicenda.

«Ricordiamo che come azienda abbiamo firmato il protocollo di legalità e ci atteniamo scrupolosamente a quanto sottoscritto. Noi diamo la massima collaborazione agli organi inquirenti perché tutto questo ci danneggia», continua Fincantieri.

«Da tempo all’interno di ogni stabilimento c’è un ufficio appalti che ha il compito di controllare e verificare l’operato delle singole aziende che si aggiudicano gli appalti. È proprio grazie a questi controlli numerose imprese sono state allontanate dai vari stabilimenti perché non offrivano le garanzie per poter continuare a lavorare in Fincantieri in maniera legale».

«E questo soprattutto per la mancanza di garanzie nei confronti degli operai», conclude Fincantieri. «Come hanno sottolineato anche gli inquirenti Fincantieri in questa vicenda non è assolutamente coinvolta. Del resto non possiamo sapere dei comportamenti “truffaldini” da parte di qualcuno, quando questo accade all’esterno dello stabilimento. Da parte nostra ci sarà sempre la massima collaborazione con chi contrasta questi comportamenti».

Nel novembre del 2019, quando ci fu la prima parte di questa indagine e per la prima volta vennero indagati dei dirigenti e funzionari, di Fincantieri l’azienda si difese sostenendo che le accuse provenivano da imprenditori estromessi dagli appalti perché non rispettavano le garanzie, stabilite per legge, che riguardavano i lavoratori. Le accuse mosse dalla Procura di Venezia furono pesanti. Gare aggiudicate con la promessa di realizzare i lavori in tempi strettissimi, paghe da fame agli operai e regali ai manager.

Erano gli aspetti caratteristici, secondo la Guardia di Finanza, del "sistema Fincantieri", così come ricostruito dalle indagini, durate più di un anno. La novità stava proprio nel fatto che l'indagine riguardava jnon solo i titolari delle aziende di subappalto, ma anche 12 dirigenti e funzionari di Fincantieri che dal sistema avrebbero tratto il proprio profitto. E per questo sono accusati sia del reato di caporalato in concorso, sia di corruzione tra privati.
 

I titolari delle imprese in subappalto avrebbero dato mazzette e regali ai dirigenti in diversi momenti: dapprima per essere accreditati come fornitori ufficiali di Fincantieri; quindi per ottenere le commesse; infine per ottenere un numero maggiore di ore di lavoro. Accuse che Fincantieri ha sempre respinto. —



© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Banana bread al cioccolato

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi