Dirige le postine «Con buste e pacchi portiamo un sorriso nelle case di tutti»

Mariarosa Baldi coordina l’esercito dei portalettere veneziani «Una flotta di quasi 400 addetti alla consegna» 

LA STORIA



Tra i pochi autorizzati a lavorare e muoversi durante il lockdown, i portalettere hanno garantito un servizio fondamentale in epoca di pandemia. E la loro presenza è attesa da migliaia di anziani: per l’arrivo della convocazione vaccinale o semplicemente per la corrispondenza ordinaria.

Un piccolo esercito di 383 addetti nella provincia di Venezia, il 40 per cento donne, che ha al vertice Mariarosaria Baldi, 36 anni, responsabile del servizio di consegna della corrispondenza di Venezia e Rovigo.

Una storia particolare, la sua. Il primo contratto con Poste Italiane lo firma a 20 anni, a tempo determinato. Mette da parte le sue passioni (quattordici anni di danza a livello agonistico, gli studi universitari in conservazione dei Beni culturali) per lavorare, e comincia allo smistamento della corrispondenza, per passare portalettere precaria tra Napoli e Ischia.

L’assunzione a tempo pieno arriva nel 2008, quando poi si trasferisce a Paese in provincia di Treviso e nello stesso capoluogo. In tutto quasi sette anni nella consegna porta a porta di lettere, cartoline o pacchi.

Mariarosaria Baldi crede nelle sue potenzialità, e diventa caposquadra a Pieve di Cadore dove resta per cinque anni. Dalle Dolomiti un nuovo incarico la porta a Castelfranco Veneto come direttrice dei portalettere; poi diventa responsabile della Qualità e della Produzione dell’area Treviso e Belluno e, infine, responsabile dell’area Venezia-Rovigo.

«La parte più difficile di questa esperienza è stata quella di mettere da parte tutto e andarsene, rifarsi una vita da zero in un posto che per me era completamente nuovo» racconta lei stessa.

«Ricopro oggi un ruolo che, grazie all'esperienza vissuta in precedenza, mi permette di capire meglio il personale, avendo fatto il loro lavoro in precedenza. In provincia di Venezia le donne in servizio a Poste Italiane sono il 55 del totale tra tutti i servizi offerti, in linea con il dato nazionale. Anche nelle posizioni di responsabilità la presenza femminile è crescente come tra i portalettere, un settore a prevalenza maschile. Ogni mattina dobbiamo mettere in moto una macchina molto complessa: tonnellate di posta e pacchi da smistare ai 500 postini delle province di Venezia e Rovigo, in un’area vastissima che confina con Friuli, Lombardia ed Emilia, e ha oltre un milione di abitanti, 800 mila solo nel Veneziano». La presenza femminile nel settore della consegna della corrispondenza è in costante aumento. Nell’area di Venezia e Rovigo le responsabili sono in maggioranza donne. Degli undici centri di distribuzione, sei sono infatti a guida rosa. Tra questi Venezia, San Donà e Mira.

Ma la pandemia ha messo a dura prova il personale nella consegna della corrispondenza. «Il lavoro non si è mai interrotto» assicura Mariarosa Baldi.

«Le misure di sicurezza sono state introdotte in fretta un anno fa. Il servizio di recapito è stato regolarmente svolto, consentendo a tutti i cittadini di continuare a ricevere pacchi e corrispondenza senza interruzioni. Nonostante la pandemia siamo riusciti ad assecondare le esigenze di tutti. Il lockdown, com’è noto, ha cambiato molte nostre abitudini – aggiunge Mariarosaria Baldi – così a fine 2020 in provincia di Venezia si è registrato un incremento di consegne dei pacchi del 72 per cento rispetto a quanto distribuito nel 2019. Soprattutto, in pandemia abbiamo dovuto cambiare anche l’operatività. Il personale è stato molto bravo, mostrando una grandissima capacità di reazione e adattamento. Pensiamo solo ai dispositivi di sicurezza, alla modifica del relazionarsi con i clienti, mantenendo le distanze che prima non c'erano. Si è ricorsi alla tecnologia per incontrarsi, e lo viviamo noi stessi a livello di dirigenti con le riunioni sulle piattaforme web. Sono cambiate molte cose, ma i portalettere rimangono un anello quanto mai prezioso nel sistema». —

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