Dalla siccità al freddo sistemi antibrina per tutelare le gemme

Pioggia attesa come una manna, ma preoccupa il freddo «Dobbiamo proteggere susine, pesche e albicocche» 

SAN DONÀ

Appena una settimana fa gli agricoltori erano alle prese con le prime avvisaglie della siccità e la necessità di avviare, anzitempo, l’irrigazione dei campi. Adesso sono costretti a fare i conti con un brusco colpo di coda dell’inverno, dopo il crollo termico registrato nelle ultime ore e le temperature tornate di notte intorno allo zero. Così nelle campagne, dove erano già stati posizionati i tubi dell’irrigazione di soccorso, sono apparsi gli impianti antibrina, per salvare le gemme degli alberi. Ma a rischio sono anche le verdure a pieno campo. L’unica consolazione è che si è vista un po’ di pioggia, poca peraltro, sperando in quella prevista. «La pioggia di queste ore è stata una manna dal cielo. Ma c’è preoccupazione per le temperature attese sotto zero», spiegano da Coldiretti Venezia, «le più esposte alle intemperie sono le verdure a pieno campo, i frutteti e le barbabietole che si trovano in un momento vulnerabile. Il brusco abbassamento delle temperature e le gelate notturne possono compromettere lo sviluppo delle piantine. Occorre salvare le fioriture, e quindi il futuro raccolto, anche dalle sferzate di vento freddo».


Ieri molti agricoltori si sono affrettati a coprire con i teli le colture di zucchine, cavoli cappucci e lattughe. Mentre il mix tra vento e calo termico ha fatto gelare le gemme di molte piante. Pensare che la settimana scorsa Coldiretti Portogruaro aveva lanciato l’allarme siccità, mentre tra Chioggia e la Riviera del Brenta erano stati posizionati i tubi per l’irrigazione artificiale. «La settimana scorsa», confermano da Coldiretti, «gli operatori agricoli avevano già distribuito i tubi dell’irrigazione di soccorso a terra e ora devono impiegare gli impianti antibrina per proteggere le varietà precoci come susine, il pesco e le albicocche. Questi sfasamenti stagionali hanno un costo per i produttori, costretti al riscaldamento in serra oltre che a strumenti sempre più tecnicamente avanzati per mettere in salvo ortaggi e frutta».

Se per l’agricoltura, già provata dal lockdown con la chiusura di ristoranti e agriturismi, non sembra esserci pace, qualche problema il vento forte di ieri lo ha causato anche in città. I vigili del fuoco sono stati impegnati in diversi interventi nel Basso Piave, a causa di alberi caduti o rami pericolanti. A Noventa in via Guaiane un grosso albero dal giardino di villa Ca’ Zorzi è crollato in strada. Altri interventi per alberi pericolanti hanno impegnato i pompieri a Ceggia nella zona di via XXV Aprile, a Cavallino-Treporti in via dal Cortivo (laterale di via Pordelio) e a Jesolo in via Fra Paolo Sarpi. Sempre a Jesolo problemi per qualche struttura edile pericolante. —

GIOVANNI MONFORTE

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