Amici uniti nel dolore per l’addio ad Angelo «Tu eri il più allegro»

Due settimane fa lo schianto fatale al diciottenne Pellin Ieri al funerale gli studenti del Cfp San Luigi di San Donà

MONASTIER

Chiesa gremita, ieri pomeriggio, per l’ultimo saluto ad Angelo Pellin, il diciottenne di Monastier morto in un tragico incidente stradale il 23 marzo scorso mentre percorreva via Pellegrini in sella alla sua moto. Due settimane fa, dopo il fatale schianto contro un albero, è toccato al sindaco di Monastier Paola Moro e alla comandante della Polizia Locale Barbara Ciambotti comunicare ai genitori la tremenda notizia. Pellin ha perso il controllo della sua Benelli 300, che guidava col foglio rosa, attorno alle 16 di pomeriggio. Ed è alla stessa ora di ieri che famigliari, amici, compagni di scuola gli hanno dato l’ultimo accorato addio.


La messa funebre è stata officiata dal parroco di Monastier Don Luigi Dal Bello affiancato da don Massimo Zagato direttore del Cfp San Luigi di San Donà di Piave, istituto dove Angelo Pellin aveva studiato fino all’anno scorso, nella sezione C. Sono stati proprio i suoi storici compagni di classe ad offrire al termine della cerimonia il loro ricordo di questo ragazzo giovane, appassionato di motori e di kickboxing, dal sorriso contagioso e riconoscibile per i suoi riccioli biondi. Il ricorco dell’amico del cuore Marco, di Debora e le tante altre voci di cordoglio hanno accompagnato la bara di Angelo Pellin verso il suo ultimo viaggio. Tra i giovani presenti in chiesa, anche gli attuali compagni di classe dell’Engim Turazza di Treviso. Due scuole, unite nel dolore, e due famiglie costrette a confrontarsi con il più tragico dei destini. La famiglia del padre, Davide Pellin, conosciutissimo in paese per la sua attività nel settore degli autotrasporti, con la nonna Giannina, la zia Barbara; e quella della madre Sabrina, con i nonni Luciano e Donella. Per esprimere vicinanza con la famiglia ha voluto partecipare alle esequie del giovane anche il sindaco di Monastier, Paola Moro: «Si può dire che l’ho visto crescere» sono le sue parole al termine della cerimonia «conosco personalmente la sua famiglia, questa tragica fatalità ha rappresentato per tutti noi un colpo molto duro , dificile da superare e da accettare. È stata una cerimonia molto partecipata, con persone costrette a stare all’esterno della chiesa, un rito molto composto e toccante. Così come lo era stata la veglia di lunedì pomeriggio, che ha visto riunirsi tutta la nostra comunità attorno ai genitori». Nelle prossime settimane, le associazioni del territorio, la protezione civile e i gruppi scout saranno coinvolti in diverse attività sulla sicurezza stradale. —



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