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L’ex Coin di Venezia come un garage abbandonato, da tre anni il palazzo è inutilizzato

Nessuna nuova destinazione dopo che la proprietaria aveva rifiutato l’aumento dell’affitto, ritenuto troppo basso

VENEZIA. Assomiglia a un garage, completamente spoglio con le colonne bucherellate perché private di tutti gli impianti – come documenta l’immagine a fianco – quello che era fino a pochi anni fa il grande magazzino Coin a due passi da Rialto, oggi in completo stato di abbandono, senza alcuna indicazione su un possibile recupero dell’immobile.

È infatti buio fitto sul possibile riutilizzo dell’ex grande magazzino tanto caro a molti veneziani chiuso all’inizio di luglio del 2018 dopo che la proprietaria, Paola Coin, aveva deciso di non rinnovare il contratto con la società che ora detiene il marchio della catena di abbigliamento.


Ancora due anni fa gli operai incaricati sono andati a staccare gli impianti ancora in funzione all’interno del grande magazzino che non ha per ora alcuna ipotesi di recupero. Non sarebbero state al momento presentate dalla proprietà richieste di cambio di destinazione d’uso e in ogni caso per la sua stessa struttura l’edificio non si presterebbe a una trasformazione di tipo alberghiero.

Resta perciò questo grande vuoto in una delle arterie più trafficate di Venezia, specie dopo l’apertura del grande magazzino del lusso Dfs al Fontego dei Tedeschi, che stava cambiando anche la tipologia merceologica degli altri negozi della calle, prima che il Covid congelasse di fatto tutte le attività commerciali.

Le voci che parlavano del possibile arrivo al posto di Coin di uno store del marchio giapponese di abbigliamento Uniqlo non avevano alla fine trovato conferma.

Nei mesi che avevano portato alla rottura definitiva delle trattative per il rinnovo del contratto d’affitto tra la Coin Srl e la proprietaria del palazzo – la Drizzly Srl di Paola Coin, che aveva portato la richiesta del canone d’affitto da 500 mila euro l’anno a 3,5 milioni di euro – si erano susseguite gli incontri, sia con l’azienda, sia con il Comune e la mediazione della Prefettura, ma senza risultati per il mantenimento di quello che per quasi 70 anni è stato il punto di riferimento dello “struscio” commerciale dei veneziani.

Il gruppo Coin srl sarebbe stato disposto ad arrivare sino a 2 milioni e 100 mila euro annui d’affitto – a quanto risulta – pur di mantenere il grande magazzino nella sua collocazione storica, ma la richiesta non è stata ritenuta sufficiente. Quella che al momento - almeno all’esterno - non appare chiara è la strategia dell’attuale proprietaria dell’edificio, che lo mantiene attualmente vuoto rinunciando a ogni possibile introito.

A meno che non pensi di venderlo, lasciando poi alla nuova proprietà il compito di collocare negli spazi tra Campo San Bartolomeo e San Giovanni Grisostomo una nuova attività commerciale da definire. Certamente l’arrivo dell’emergenza Coronavirus ha ulteriormente complicato la situazione, visto che molti altri grandi negozi della città storica sono stati costretti a chiudere per la mancanza di clientela turistica.

Fino pertanto a una piena ripresa economica è difficile pensare a una nuova destinazione per l’ex Coin che – per le sue caratteristiche – non si presta neppure a una possibile destinazione alberghiera, ora comunque resa molto più difficile dalle nuove norme varate dal Comune.

Resta perciò una sorta di monumento di sé stesso, ormai abbandonato e in progressivo degrado, appunto in una delle zone più centrali e teoricamente più frequentate della città. —



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