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Lo strano caso della caserma Pepe e convento di San Nicolò, quando una Onlus si mette anche in affari

Con l’appoggio del Comune, punta allo “sfratto” del Centro europeo dei diritti umani, per avviare nuove attività turistiche e una testa di ponte cinese in laguna

LIDO. È una storia certamente poco trasparente e con un evidente intreccio tra amministrazione pubblica, politica, imprenditoria privata e volontariato quella che riguarda i progetti futuro che riguardano l’ex Caserma Pepe del Lido e il vicino ex convento di San Nicolò.

Al centro della vicenda c’è la Fispmed ((Federazione internazionale per lo sviluppo sostenibile e la lotta contro la povertà nel Mediterraneo-Mar Nero),l’associazione non profit creata da Roberto Russo, dipendente comunale ora passato alla Municipalità del Lido.

L’oggetto del desiderio è appunto la Caserma Pepe, che il Comune ha chiesto in proprietà al Demanio con il federalismo demaniale, legando il piano di valorizzazione indispensabile proprio al progetto della onlus di Russo, che coinvolge anche l’area dell’ex convento di San Nicolò, già comunale ma in concessione (rinnovabile) fino al 2023 al Globus Campus of Human Rights, il centro internazionale dei diritti umani che organizza un master che coinvolge anche l’Unione Europea e che rischia lo “sfratto” per fare posto alla onlus di Russo.

Domani lui stesso - o l’altra presidente di Fispmed che ha nominato forse per distogliere un po’ l’attenzione da sé, la ristoratrice Sylvie Shaki Menaschè, già candidata alla Municipalità del Lido nella lista Brugnaro - verranno a illustrare in Commissione consiliare il progetto già “benedetto” dal Comune.

Che della onlus ha poco, prevedendo ristorazione e ospitalità di tipo turistico-formativo nei due complessi prevedendo una «Casa delle piccole e medie imprese italo-cinese» (Casme) ed «Esposizione dei prodotti della tipicità enogastronomica e artigianale Mediterranea e dell’Oriente cinese», ma anche «start up collegate alla formazione di nuove imprese nei settori della Schola Internazionale di Ospitalità con annesso laboratorio di gelateria di livello universitario», tra le altre proposte.

La vicenda era stata già oggetto di interrogazione da parte del Gruppo Misto e di un’interrogazione parlamentare dei Cinque Stelle, ma ora – sulla base delle nuove informazioni acquisite – a muoversi  è il gruppo di Terra e Acqua con il consigliere Marco Gasparinetti. Che ricorda come la concessione provvisoria del Demanio rilasciata alla onlus sulla Caserma scadesse a fine agosto 2020, ma la Fispmed è ancora lì, senza nessuna intenzione di spostarsi.

E se l’assessore al Patrimonio Paola Mar dice di non sapere nulla del progetto, il 18 giugno scorso il vicecapo di gabinetto di Brugnaro Derek Donadini scriveva una lettera ufficiale di sostegno al progetto di Fispmed e Casme e a incontrare il rappresentante per il Veneto della fantomatica casa delle piccole e medie cinesi Side Yang era il sindaco Luigi Brugnaro ma soprattutto il consigliere della sua lista Paolino D’Anna – da sempre un supporter dl progetto di Russo – con Yang pronto ad agosto a diffondere addirittura il “santino elettorale” di D’Anna sulla sua pagina Facebook.

Il progetto è faraonico – si parla di 54 milioni di euro di spesa – ma chi li spenderà? Non certo la Onlus di Russo, che non a caso vuole affiancare un’altra società (questa profit) alla sua. Forse i cinesi. Ma magari una mano la darà uno dei nuovi consiglieri di Fispmed, l’’imprenditore edile abruzzese Eliseo Iannini – a cui sarebbe stato già riconosciuto il ruolo di general contractor secondo la rivista on line Aquilablog – perché qui, se il progetto va in porto, c’è da lavorare per tutti.

Ma non si pensi che la Fispmed di Russo “piaccia” solo agli esponenti della lista Brugnaro o a quelli della Lega. È infatti di pochi giorni fa la notizia di un disegno di legge in Senato presentato dal vicecapogruppo del Pd, Gianni Pittella, che propone di affidare alla onlus di Russo l’istituzione di un Osservatorio Euro-Mediterraneo-Mar Nero. Ovviamente tutto da finanziare. —

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