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Venezia, dopo il vuoto di Pasqua e Pasquetta, arrivano le prenotazioni per maggio

Calli e campi semi vuoti. Scarpa (Ava): «Ora guardiamo ai grandi eventi, ma ci serve una mano per rialzarci» 

VENEZIA. Dal rosso all’arancione, dal lockdown alla ripresina: oggi aprono nuovamente i negozi, quelli che avranno il coraggio e la voglia di farlo dopo mesi di tira e molla, una settimana con le vetrine spente, l’altra con i faretti accesi, sperando che sia arrivata la volta buona.

La seconda Pasqua in confinamento, senza turisti, senza mercatini, con i ristoranti e i bar chiusi, le anatre agli imbarcaderi dell’Actv, lascia Venezia svuotata, immobile sotto il sole, a contare i danni economici che si sommano a quelli dei diciassette mesi precedenti. Una sottrazione costante, iniziata con l’acqua alta del 12 novembre e diventata inarrestabile.


i turisti

Pochissimi i turisti arrivati fortunosamente in laguna durante il lungo ponte pasquale. Chiusi tutti i musei, praticamente tutti i locali (salvo qualcuno che ha tentato la carta dell’asporto), sono rimasti aperti alcuni alberghi più come “presidio” alla città che altro.



la voglia di ripresa

Due anni fa, alla vigilia di Pasqua, si ragionava in termini di 80-90 per cento di occupazione delle camere; oggi la stessa percentuale riguarda la chiusura. «Qualche hotel è rimasto aperto a fisarmonica, con personale ridotto - spiega il direttore dell’Associazione veneziana albergatori, Claudio Scarpa - ma sicuramente, rispetto alla Pasqua dell’anno scorso, quest’anno abbiamo la speranza del vaccino, e dunque la voglia di ripresa è accompagnata da un cauto ottimismo».

La conferma della Biennale Architettura a fine maggio e, subito dopo, del Salone Nautico, e poi il G20 della finanzia mondiale a luglio, autorizzano a immaginare un ritorno del turismo, se non ancora su vasta scala, almeno a livello nazionale ed europeo.

i grandi eventi

«Si tratta di grandi eventi che faranno di Venezia una vetrina internazionale - spiega Scarpa - se le cose miglioreranno come ci è dato sperare, tra un paio di mesi la città ritornerà a vivere. Ora più che mai quello di cui abbiamo bisogno è una mano per rialzarci».

le prenotazioni

La primavera - oltre ad Architettura che sarà inaugurata il 22 maggio e il Salone delle barche in Arsenale dal 29 maggio al 6 giugno - conterà le grandi e piccole mostre saltate dall’inizio dell’anno e posticipate a giorni migliori.

«Stanno arrivando prenotazioni a partire da maggio - dice ancora il direttore dell’Ava - anche se, naturalmente, è sempre il covid che decide. Per questo, chi prenota ha diritto a disdire gratuitamente la camera».



gli alberghi

Tra le richieste che arrivano soprattutto dall’estero c’è quella di strutture ricettive covid free, con personale vaccinato. Per la maggior parte degli alberghi, chiusi da mesi, la primavera coinciderà con la riapertura graduale, magari non con tutte le camere e il rientro dalla cassa integrazione di una parte dei dipendenti.

Meno semplice il ritorno alla normalità di quelle struttura ricettive rimaste sempre chiuse dal lockdown di marzo dell’anno scorso.

Per questo, alcuni alberghi come il Gritti, l’Aman o il St Regis hanno cercato di non chiudere praticamente mai, accogliendo i pochi ospiti come troupe cinematografiche o televisive arrivate in laguna per documentare una Venezia come (forse) non la si vedrà più. —

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