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Rubati 13 bonsai per 20 mila euro, il titolare: «Furto su commissione»

Il colpo la notte di Pasqua al vivaio Flor Bonsai di Ca’ Solaro. Sparite le piante più prestigiose

VENEZIA. «L’idea che mi sono fatto è che sia un furto su commissione. Non credo ci siano tante altre alternative». Luca Florian è sconsolato.

Domenica, 4 aprile, giorno di Pasqua, ha scoperto che qualcuno nella notte, probabilmente tra mezzanotte e l’una, era entrato nel suo vivaio di via Eridesio, nella campagna di Ca’ Solaro, per rubare 13 delle sue piante bonsai.

Mica piante normali, gioiellini verdi per un valore di oltre 20 mila euro. Piante pregiate, di altezza compresa tra i 70 e i 100-110 centimetri, in vasi dalla larghezza di 40-50 centimetri. Qualche nome, per gli appassionati: Acero palmato su vaso azzurro, Acero yama palmato vaso verde, Carpino coreana su vaso verde, Acero a triplo tronco deshojo su vaso panna , Enkianthus su vaso in gres. E tanti altri.

I ladri, probabilmente due o tre, sono entrati nel vivaio Flor Bonsai, aperto dal 2015, dopo aver aperto un buco nella rete. Lo hanno aperto esattamente nel punto in cui si trovavano le piante che poi si sono portate via, carrello compreso.

L’ipotesi è che, usando il carrello, abbiano fatto un paio di giri attraverso i campi per poi caricare un furgone ai sotto il vicino cavalcavia della tangenziale. Il vivaio si trova in una zona isolata, Florian abita in una casa adiacente all’attività, ma nella notte tra sabato e domenica nessuno si è accorto di nulla. I ladri sono stati silenziosi e veloci.

Sabato 3 aprile, verso l’ora di pranzo, con il vivaio chiuso, era stato notato un furgone passare adagio un paio di volte. Domenica non appena Florian si è accorto del furto ha chiamato la polizia, che con la squadra Volanti ha eseguito un primo sopralluogo, e il 5 mattina è andato a presentare denuncia.

Il titolare nel frattempo ha pubblicato le foto delle piante rubate sulla pagina facebook dell’azienda. «Io sarei in grado di riconoscerle tra mille», spiega Florian, «sono piante che per le loro caratteristiche sono facilmente identificabili». Per questo la pista è quella di un furto di commissione.

Le piante potrebbero già aver superato i confini italiani. «E’ la prima volta che mi capita», dice Florian, «ma in passato furti importanti di bonsai ci sono stati, a Milano e anche a Treviso». —

F.Fur.
 

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